Scontro Turchia-Ue, Erdogan annulla accordo sui migranti

14 Marzo 2017, di Alessandra Caparello

ANKARA (WSI) – Alla vigilia delle elezioni in Olanda, considerate un banco di prova per il futuro dell’Unione europea, una bomba ad orologeria minaccia la stessa Ue.

Nei giorni scorsi è nato un duro braccio di ferro tra la Turchia e i Paesi bassi, scontro esteso ad altri stati membri. Nonostante gli appelli della Nato ad abbassare i toni, il governo turco guidato dal presidente Receep Erdogan, dopo il secco no ad iniziative politiche in terra olandese pro referendum turco, ha annunciato una serie di sanzioni nei confronti dell’Olanda, a partire dal divieto di rientro ad Ankara dell’ambasciatore olandese Cornelis Van Rij, la chiusura dello spazio aereo ai diplomatici dei paesi, bassi, fino alla sospensione dei rapporti diplomatici di alto livello e questo finché il governo olandese non permetterà lo svolgimento di iniziative politiche in merito al referendum del 16 aprile in Turchia sulla riforma costituzionale.

Erdogan dopo l’Olanda torna nuovamente ad attaccare la Germania, accusata di sostenere e nascondere i terroristi. Un’accusa chiaramente assurda fa sapere il portavoce di Angela Mekel, Steffen Seibert, e la stessa cancelliera preferisce non commentare direttamente per non partecipare alla gara delle provocazioni.

Ma sono altre le parole che arrivano da Ankara che in un certo senso fanno tremare l’Europa intera e suonano come una sorta di rappresaglia nei confronti del Vecchio Continente. Il vicepremier turco Kurtulmus infatti ha affermato che dal momento che l’Europa no ha mantenuto le sue promesse sulla quantità di migranti, allora per Ankara l’accordo è concluso.

Dopo aver racimolato in un anno ben 3 miliardi di dollari per attuare l’accordo sul blocco del transito dei migranti ai confini turchi, ora proprio la Turchia minaccia di far saltare tutto e inondare l’Ue di rifugiati. Le ultime stime parlano di circa 2 milioni e oltre di migranti che si trovano in territorio turco e che potrebbero arrivare in Europa se il governo di Ankara darà seguito alle sue minacce per ora verbali.