Scontro tra Germania e Italia sul tetto ai titoli di Stato

20 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI)- E’ scontro all’interno dell’Ue in vista dell’Ecofin di venerdì e sabato ad Amsterdam, incentrato sul terzo pilastro dell’Unione bancaria, la garanzia unica sui depositi.

Alcuni paesi, in primis la Germania chiedono a gran voce garanzie e in particolare che la condivisione dei rischi bancari coincida con una loro riduzione. Berlino in sostanza vuole condizionare alla riduzione dei rischi nei bilanci delle banche un tetto ai titoli di Stato nazionali in portafoglio, ma Roma e Parigi non ci stanno.

Per la Germania i titoli di Stato non possono essere considerati privi di rischio e sono un potenziale pericolo per la stabilità finanziaria. Per altri paesi come Italia e Francia  il debito pubblico è fonte di stabilità per i bilanci delle banche.

“Imporre dei vincoli ai titoli di Stato detenuti dalle banche è sbagliato. Rappresenterebbe un problema forte per l’Italia”.

Queste le parole del ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, intervenendo in audizione parlamentare.

“Il governo è fortemente contrario, è un problema forte che va affrontato nella sede globale del Comitato di Basilea e non all’Ecofin”.

La discussione quindi è servita e sarà al centro della riunione dell’Ecofin. La presidenza olandese dell’Unione ha pubblicato nei giorni scorsi un breve rapporto in cui fa il punto della situazione che verrà affrontato dai ministri riunitisi ad Amsterdam. Breve rapporto che parte dalla constatazione che attualmente i titoli di Stato a livello internazionale sono da considerarsi immuni da rischi. Tuttavia quando sotto attacco è il debito sovrano, come successo negli anni della crisi economica, nasce il timore di un effetto domino tra bilancio bancario e bilancio nazionale.

“Presenze strutturalmente elevate di debito nazionale nelle banche aumentano il rischio che in caso di fallimento sovrano vi sia anche una crisi bancaria”.

Da qui la proposta della Germania di mettere vincoli ai titoli di Stato che non piace né ad Italia, né a Francia.