Scontri e insulti in aula per bloccare decreto Imu Bankitalia

31 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Si è conclusa una giornata folle in Parlamento, a cui stamattina è seguita come da copione la condanna unanime per i deputati del M5S sui giornali dei più disparati schieramenti. Tutti concordi nel giudicare deprecabile l’azione del MoVimento 5 Stelle, che con i suoi insulti e ostruzionismo è riuscito nell’impresa clamorosa di mettere d’accordo Libero e Il Manifesto.

Lo stesso Stefano Rodotà, candidato alla presidenza della Repubblica per il M5S dopo che Milena Gabanelli e Gino Strada hanno detto “no, grazie”, ha parlao di “atti di populismo degradante”.

Ma vediamo di ricostruire cosa è successo in aula. Le cose hanno incominciato a mettersi male fin da subito. I deputati alla Camera del Movimento fondato da Grillo e Casaleggio hanno esercitao un ostruzionismo a oltranza per evitare il passaggio del decreto Imu-Bankitalia. Hanno organizzato cortei e dispensato insulti, criticando le votazioni che sono avvenute “in dieci secondi”.

Alcune delle offese: “Da qui brutti maiali non uscite”; “schifosi bastardi, siate maledetti voi e Berlusconi”; “siete qui perché avete fatto certe cose”.

Tra i protagonisti anche Alessandro Di Battista, che fu tra i primi all’inizio della legislatura a cedere al fascino delle telecamere. Ha riscontrato molto successo di critica e pubblico il suo intervento alla puntata di Servizio Pubblico la scorsa settimana.

Ci sono stati caos e scontri in aula, uno dei quali tra Speranza del PD e Di Battista del M5S. Matteo Renzi, il segretario del PD che sta dettando i tempi delle negoziazioni per la nuova legge elettorale dalle quali i M5S si sono voluti escludere per scelta, ha parlato di “roba squadristi”, “al limite se non oltre del codice penale”. “Non c’entra niente la voglia di cambiamento”, “è una vigliaccata”. Si tratta, dice Renzi, di “una strategia lucida ma disperata”.

Dopo la bagarre degli ultimi due giorni in Parlamento è atteso a Roma l’arrivo di Beppe Grillo che incontrerà i suoi parlamentari. “Vengo lì per abbracciarvi, perché siete dei guerrieri meravigliosi” il videomessaggio del ledere M5S a sostegno dei suoi deputati e senatori e aggiunge “forse siamo gli acceleratori di qualcosa che deve diventare. Lo faremo andando in Europa e cambiando gli accordi”.

Renzi “Beppe Grillo ha perso la testa”

“La verità è che gli stiamo tagliando l’erba sotto i piedi- commenta il segretario Pd in un’intrevista a La Stampa – smontiamo uno a uno tutti i suoi soliti e triti argomenti”. E Grillo non sa più come reagire – attacca Renzi – e perde la testa. La proposta di impeachment del Presidente Napolitano è una vigliaccata sostiene il segretario Dem, una “mossa che gli si ritorcerà contro”. Se prima Grillo parlava di futuro e di cambiamento- continua Renzi – ora “solo discorsi rabbiosi, minacciosi e disperati. Semina odio”.

Italicum alla Camera

Dopo il via libera della Commissione Affari Costituzionali la legge elettorale arriva alla Camera per il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Su ognuna è prevista la possibilità di chiedere il voto segreto. Uno spettro che fa alzare la tensione, soprattutto dentro il Pd ed il premier Enrico Letta invita i suoi parlamentari a rimanere compatti sulla legge elettorale e ad evitare polemiche. Il monito è niente scherzi nelle urne. 400 gli emendamenti alla legge elettorale depositati, un numero superiore a quelli presentati in Commissione. La maggior parte sono stati proposti dal Movimento 5 Stelle che promette ancora battaglia. Sull’Italicum grava anche la richiesta presentata da Lega e Fratelli d’Italia di riportare il testo in commissione.

Pronto il ricorso alla Consulta

Il M5S intende intanto presentare ricorso alla Corte costituzionale per sollevare conflitto di attribuzione nei confronti della presidente Boldrini e dei presidenti delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia. Obiettivo: ottenere l’annullamento delle ultime votazioni su dl Bankitalia, legge elettorale e dl carceri.