Schulz boccia l’accordo sull’unione bancaria

20 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi governativi in rialzo in particolare in Germania dove il comparto decennale si è avvicinato all’1,90%. Continua l’impatto della recente partenza del tapering da parte della Fed. L’attenzione è rimasta focalizzata sul recente accordo sul tema unione bancaria, articolato in tre livelli: un organo decisionale (consiglio di risoluzione), un fondo unico per le situazioni di crisi bancaria che nell’arco di 10 anni avrà una dotazione di 55 Mld€; un meccanismo transitorio rappresentato da eventuali prestiti ponte sia da parte di singoli stati sia da parte del meccanismo ESM. Il calendario seguirà le seguenti tappe: 1) novembre 2014: avvio della sorveglianza unica BCE; 2) gennaio 2015: entrata in vigore del meccanismo unico di risoluzione; 3) gennaio 2016: entrata in vigore delle norme relative al cosiddetto “bail-in”.

Draghi, prima di partecipare al consiglio europeo iniziato ieri, ha definito l’accordo “un importante passo avanti per il completamento dell’unione bancaria.” Oggi l’accordo verrà sottoposto all’approvazione del consiglio europeo per passare poi successivamente al voto del parlamento europeo con riferimento al quale le prime dichiarazioni di Martin Schulz (presidente del parlamento) non sono state positive, sottolineando l’eccessiva complicatezza del meccanismo decisionale oltre alla dipendenza dalla volontà dei governi.

Nel frattempo l’agenzia di rating S&P ha tagliato il rating sul debito della UE portandolo da AAA a AA+ con outlook stabile. L’agenzia ha motivato la decisione sulla base del peggioramento della percezione della bontà creditizia dei 28 paesi dell’unione. L’agenzia di rating DBRS ieri ha annunciato le date in corrispondenza delle quali pubblicherà dei report sui singoli paesi. Per l’Italia le date sono state fissate all’11 aprile e al 10 ottobre. I nuovi regolamenti Ue impongono infatti alle agenzie di rating di pubblicare le date di rilascio dei report per l’anno successivo, con revisioni dei rating ogni 6 mesi. Infine in Portogallo la corte costituzionale ha respinto una misura proposta dal governo finalizzata alla riduzione delle pensioni dei dipendenti pubblici. Negli Usa tassi in rialzo sulla scia della continuazione dell’effetto inizio tapering, con il tasso decennale arrivato in prossimità del massimo da 3 mesi. A penalizzare il comparto governativo anche l’esito non brillante dell’asta da 29Mld$ sul segmento a 7 anni. Gli operatori cominciano a metabolizzare il potenziale impatto della recente decisione della Fed. Un recente sondaggio di Bloomberg ha evidenziato l’attesa di riduzione costante di 10Mld€ del piano di acquisti nei prossimi 7 incontri Fed, in modo da arrestare il piano a dicembre 2014. Sul fronte macro il leading index di novembre è risultato migliore delle attese, confermando la fase di recupero in corso dell’economia.

Valute: euro in deprezzamento verso dollaro, conseguenza ancora della recente decisione Fed. Il primo supporto si colloca oggi a 1,3595. Prosegue il deprezzamento dello yen in particolare verso dollaro con il cross salito sui massimi da 5 anni in avvicinamento alla resistenza 105. Il cambio euro/yen si colloca invece all’interno della fascia delimitata dalla resistenza 143 e dal supporto 140,90. Questa notte la BoJ ha lasciato invariata la propria politica monetaria come da attese di mercato con decisione unanime.

Andamento misto tra le valute emergenti dove tendenzialmente è proseguito il deprezzamento verso il dollaro Usa post-Fed sebbene nella notte alcune abbiano parzialmente recuperato. Stabile il peso messicano dopo il miglioramento del rating da parte di S&P (da BBB a BBB+) in seguito al via libera del parlamento all’operatività di aziende petrolifere estere nel paese. Stabile lo yuan cinese verso dollaro nonostante le forti tensioni sul mercato monetario locale. In lieve deprezzamento il real brasiliano dopo che la banca centrale ha rinnovato le operazioni di swap valutari a supporto della valuta fino ad almeno i primi 6 mesi del 2014 anche se per un ammontare inferiore (200Mln$ al giorno da 500Mln$ attuali). Nuovo minimo storico della lira turca verso euro.

Commodity: giornata in rialzo per l’indice GSCI ER grazie all’1% di rialzo del settore energetico che ha beneficiato del buon andamento del petrolio. Lieve rialzo per gli agricoli (0,5%) sulla scia del rimbalzo di soia e mais, a fronte del forte calo del caffè arabica. Tra i movimenti maggiori della giornata troviamo i ribassi dei preziosi (-3,5%) con l’oro calato sotto i 1200$, avvicinandosi ai minimi intraday raggiunti a giugno. Prosegue il ridimensionamento dell’oro detenuto dagli Etf mondiali, sceso ai minimi da 4 anni. Infine, ribassi più contenuti per i metalli non ferrosi (-0,9%) al LME.

Azionario: seduta di ieri all’insegna dei forti rialzi per i listini europei che nelle ultime sedute sono riusciti a recuperare buona parte delle perdite registrate nelle prime due settimane di dicembre. La reazione positiva dei listini Usa alla riunione Fed si è riflessa in quelli europei con tutti gli indici che hanno chiuso in guadagno di quasi il 2%. A livello settoriale, tutti i comparti dello Stoxx 600 hanno chiuso in positivo con quello health care particolarmente in luce dopo i forti cali delle scorse settimane. In fondo al listino troviamo il comparto risorse di base penalizzate dal debole andamento delle quotazioni dei metalli industriali. In Italia, l’indice Ftsemib ha chiuso in linea con gli altri indici europei grazie soprattutto al buon andamento del comparto finanziario ed auto.

La migliore del listino è risultata Mediaset (+16%) su voci di una possibile integrazione delle attività pay-tv con quelle di Mediaset Espana in una società separata. In mattinata apertura mista per i listini europei: positivi Dax ed Eurostoxx mentre scendono i periferici. Negli Usa seduta interlocutoria quella di ieri con i principali indici che hanno chiuso in lieve calo ad eccezione del Dow Jones che ha registrato un nuovo massimo storico poco al di sotto dei 16200 punti. Gli operatori hanno probabilmente “digerito” i forti rialzi della seduta precedente e preferito prendere profitto in vista del ritmo ridotto di contrattazione della prossima settimana.

A livello settoriale buon andamento per il comparto energetico mentre scendono utiliy e beni di consumo. Sul fronte emergente, seduta in calo per l’indice MSCI penalizzato dall’andamento negativo dei listini asiatici ed dal forte ribasso messo a segno dalla borsa turca (-3%). In controtendenza invece il listino brasiliano che guadagna il 2% circa. Durante la notte seduta asiatica ancora caratterizzata da forti vendite sul listino cinese che si appresta a chiudere la peggiore settimana dal maggio 2011 con un perdita di oltre il 5%. Stabile l’indice Nikkei mentre rimbalzano le borse indiana ed australiana.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

ALITALIA – La compagnia aerea Etihad con sede ad Abu Dhabi, ha confermato per la prima volta in via ufficiale che ci sono delle trattative con Alitalia; secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa, Etihad sarebbe interessata ad entrare nel capitale della società con un ammontare di 350Mln€ circa (arrivando così a detenere fino al 49% della compagni di bandiera). Inoltre, oggi si riunirà il Cda di Alitalia per ufficializzare il buon esito dell’aumento di capitale da 300Mln€.

BANCA POPOLARE DI MILANO – Il candidato alla presidenza Piero Giarda ha ribadito in un’intervista come sia di fondamentale importanza per il gruppo procedere all’aumento di capitale ed al piano industriale.

ENEL – Secondo quanto riportato dalla stampa, la società potrebbe emettere obbligazioni ibride per un controvalore complessivo compreso nel range 1-1,5Mld€ ad inizio gennaio. Enel ha inoltre confermato il raggiungimento dei target 2013 con spazio per eventuali miglioramenti oltre le attese.

ERG/UNICREDIT – Le due società hanno sottoscritto un accordo che prevede l’ingresso della banca nell’azionariato di Erg Renew attraverso l’acquisizione di una quota pari a poco più del 7% del capitale sociale del gruppo (il closing è previsto per il prossimo gennaio); il controvalore complessivo dell’operazione, effettuato mediante un aumento di capitale riservato, ammonta a 50Mln€.

KINEXIA – La controllata della società Innovatec debutterà oggi a Piazza Affari.

MEDIASET – Il titolo della società ha chiuso ieri con un rialzo di oltre il 16%; gli operatori stanno apprezzando la possibile integrazione delle attività pay-tv di Mediaset Premium e Digital Plus in una nuova compagnia.

TELECOM ITALIA – Secondo quanto riportato dai principali quotidiani della stampa italiana, l’assemblea della società vedrà partecipare il 60% circa del capitale; il fondo statunitense BlackRock, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe astenersi dal voto sulla revoca del Cda. Nel frattempo la procura di Roma ha ipotizzato la possibilità di un patto occulto (indagando sul reato di ostacolo alla vigilanza) dietro l’operazione di Telefonica con Telco.

UBI BANCA – La società ha rinunciato alla facoltà di rimborso anticipato delle obbligazioni subordinate emesse nel 2009, con scadenza 2019, per un valore complessivo di oltre 700Mln€.

FACEBOOK – Il social network ha lanciato un piano per il collocamento di 70Mln di azioni ordinarie circa nell’ambito di un’offerta secondaria che prevede la vendita di azioni (41Mln circa) per 2,3Mld$ da parte dell’A.D. Mark Zuckerberg (che vedrà il suo diritto di voto calare dal 65,2% al 62,8%).

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