Schroders vuole avvicinare l’investimento in private asset al grande pubblico

31 Ottobre 2018, di Alessandro Piu

In dieci anni gli investimenti in private equity, private debt, real estate e infrastrutture potrebbero diventare accessibili anche al grande pubblico

Gli investitori individuali, intesi come family office e wealth manager, sono i grandi assenti nell’investimento in private asset e, in particolare, nel private equity che insieme a private debt, real estate e infrastrutture compongono il mercato dei capitali privati. Ed è

un vero peccato, secondo Charles Hopkinson-Wooley (nella foto), head of alternative products di Schroders, in quanto queste attività possono rispondere a quella fame di rendimenti che ha caratterizzato gli ultimi anni.

“Oltretutto – ha spiegato Wooley nel corso di una conferenza stampa – con la possibilità di diversificare su classi di investimento decorrelate rispetto a quelle tradizionali che, nel corso della crisi e nelle fasi di avversione al rischio dei mercati, si muovono tutte nella stessa direzione”.

Tra i vantaggi ci sono poi la volatilità minore, dovuta al fatto che i private asset non vengono negoziati sui mercati, e l’accesso a opportunità altrimenti non disponibili.

“Negli ultimi 20 anni le società quotate negli Usa sono diminuite di circa il 20%. Inoltre le aziende più innovative tendono a rimanere in mani private sempre più a lungo. Solo un investimento di private equity può accedervi”.

Vantaggi che, tuttavia, vanno a beneficio di fondi pensione privati mentre agli investitori individuali mancano i mezzi per accedere al mercato dei capitali privati.

Democratizzare l’asset class private

I dati dei fondi di private asset evidenziano il successo di questa categoria di investimenti con 754 miliardi di capitali raccolti nel 2017 e oltre 10mila miliardi di asset under management.

Con grande soddisfazione di chi vi investe.

“L’89% di chi ha investito nel private equity è rimasto soddisfatto oltre le attese, percentuale che sale al 92% nel private debt, al 95% nel real estate e al 94% nelle infrastrutture”

ha sottolineato Wooley che ha aggiunto:

Ecco perché nei prossimi dieci anni ci sarà una democratizzazione di questa classe di investimento”.

Un processo di cui Schroders vuole essere protagonista

“lavorando alla costruzione di prodotti che rispettino una normativa che, in particolare in Italia e in Europa, ne rende difficile la commercializzazione. Cercheremo di allargare lo spettro di azione delle nostre attività di gestione del risparmio a questo nuovo ambito di opportunità”

ha spiegato Luca Tenani (nella foto), amministratore delegato di Schroders Italy Sim.

Rientrano in questo percorso i recenti accordi di partnership e le acquisizioni effettuate da Schroders, tra i quali Adveq nel 2017, società specializzata nel private equity e Algonquin management Partners, società paneuropea attiva nella gestione di hotel.