Scenario di medio periodo sui mercati europei

1 Agosto 2016, di Simone Rubessi

Dopo l’uragano Brexit  che ha stravolto i mercati il 24 Giugno,  la situazione è divenuta moto complessa e  fare previsioni a medio periodo è abbastanza complicato,  molto più complicato del solito.

Gli scenari futuri sono cambiati , oscuri  difronte ad un evento che non è mai successo, inoltre la deflazione continua a regnare,  i consumi sono sempre inferiori in quanto  l’incertezza e la paura porta le persone  a risparmiare.   Se aggiungiamo anche le azioni dei Q.E.  della Banca  Centrale Europea che  faticano ad entrare nell’economia reale e le banche che concedono pochi prestiti , la miscela è pesante ed esplosiva.

Gli stress test attesi questo fine settimana sono  andati  bene , tra le italiane bocciate solo due banche:  MPS disastrata ai massimi livelli  ed  Unicredit un carrozzone  enorme e complesso, lunedì  mattina non dovrebbero esserci sorprese sui mercati.

Difronte a tutto ciò allora perché continuo a fare previsioni rialziste? perché gli algoritmi che utilizzo evidenziano tutti rialzi per i mercati Europei.

I fattori sono molteplici,  il  principale di tutti a mio avviso è  sicuramente dato dai prezzi bassi,  estremamente bassi  rispetto al loro Fair Value, raggiunti dai titoli di grandi (e sane)  aziende in tutti  i  listini Europei,  aziende che stanno facendo e continueranno a fare utili.

Se Aziende sane che fanno utili abbondanti  nonostante la crisi,  scontano prezzi bassissimi  il motivo non può che essere causato da una fase estremamente speculativa  destinata presto a cambiare scenario.

In sostanza la chiusura di un ciclo secolare ha portato i prezzi e le economie  in una fase di depressione , che viene aiutata dagli speculatori  moderni dei mercati finanziari,   i quali contribuiscono a deprimere i listini per poter acquistare buone aziende a prezzi da saldo.

Non a caso il listino italiano in questi anni di recessione è diventato un banchetto di società straniere, Black Rock  la sta facendo da padrona nel bel paese, in pochi anni ha rilevato quote tra il 3%  e l’8%  delle  migliori aziende del listino.

Finito questo processo ,  il mercato girerà…

E l’economia  reale  resta in stagnazione?  E chi se ne frega dell’economia reale, il mondo è in mano alla finanza e alle logiche del capitalismo,  non più all’industria ed agli imprenditori.

Previsione sull’Eurostoxx  ormai decisamente rialzista: pare  iniziato il ciclo Annuale, dopo una lingua durata un ciclo Intermestrale,  propedeutica all’inizio di un nuovo ciclo Economico.

Stesso discorso per ciò che concerne il mercato Tedesco ed il Dax, anche in questo caso  il ciclo Annuale pare iniziato dopo una lingua con le stesse caratteristiche viste prima.

Ed allo stesso modo anche per il mercato Italiano la previsione è ormai rialzista,  sul lungo periodo; l’unico aspetto che ancora non definisce con certezza queste analisi , comunque percentualmente  favorite, sono i volumi.

Da notare anche la lingua, la più profonda dei tre mercati,  chi di voi mi dirà il motivo corretto  per cui questo avviene,  avrà 15 giorni  gratuiti su questo report.  Ovviamente solo il primo che mi manderà la risposta giusta.

La velocità di rotazione dei volumi  sarebbe  dovuta essere arrivata a livelli  Buy  affinché  i mercati potessero girare, ed invece pare ancora molto alta , ma allora come avrebbero fatto i mercati a girare con scambi ancora così alti ?

E’ una mia ferma convinzione che lo scenario Brexit   abbia   momentaneamente stravolto il concetto di bassa rotazione dei volumi necessaria per una inversione.  La mia tesi poggia sul fatto che  ci sarebbero state talmente tante vendite in quei tre gironi,  vendite fatte anche da operatori   istituzionali , che hanno dovuto alleggerire portafogli per limitare il rischio.

Capito che il pericolo non era reale , anche con il supporto della Bce  entrata in campo immediatamente,  sono dovuti correre ai ripari  per comprare nuovamente  quanto venduto,  questo processo  distribuito su molti  operatori  fa si che la velocità di rotazione  non sia scesa in zona Buy  sul minimo dei prezzi e nei giorni seguenti.

Ma ovviamente questa è solo una tesi e quindi non si può ancora abbandonare  (se pur meno probabile ormai), la versione ribasso  deciso a finire la fase di accumulazione pluriennale iniziata nel 2009.

Ossia questa…

Seguiremo con attenzione gli eventi.

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