Volkswagen, mea culpa AD e altro maxi-richiamo. Ma non finisce qui

22 Giugno 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – “A nome del gruppo Volkswagen, chiedo scusa agli azionisti per aver tradito la loro fiducia”. Così Matthias Mueller, amministratore delegato di Volkswagen, si è presentato al cospetto degli investitori e degli azionisti, nel giorno in cui si è tenuta l’assemblea generale dei soci.

Mueller ha parlato affiancato dal presidente Dieter Poetsch, mentre nelle stesse ore venivano diffuse alcune indiscrezioni di Reuters, sull’appello lanciato dall’autorità di vigilanza tedesca sui mercati, BaFin, all’ufficio della procura di Brunswick, Germania:

“Lanciate un’ indagine sull’intero ex cda di Volkswagen”. Dunque, anche su Mueller e Poetsch che, al momento dell’esplosione dello scandalo, erano rispettivamente responsabile del marchio Porsche e direttore finanziario di Volkswagen. E che sedevano entrambi nel cda del colosso tedesco dell’auto.

Intanto Mueller, scusandosi con gli azionisti, e ammettendo che “la struttura della gestione deve migliorare”, così come l’azienda “non può cancellare il passato”, ha annunciatoanche che Volkswagen ha ricevuto l’autorizzazione della motorizzazione tedesca, la KBA, a effettuare aggiustamenti su un altro milione di veicoli macchiati dallo scandalo delle emissioni.

Tra i veicoli che saranno richiamati, alcuni modelli di Audi, tra cui A3, A5 e Q5 e i modelli Passat, Tiguan, Caddy, tutte le varianti della Golf, la Seat Exeo e la Skoda Superb.

Ciò significa che in totale i richiami legati allo scandalo coinvolgeranno 3,7 milioni di veicoli.

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