Scandali Obama? Colpa di uno stato invadente

27 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “Le irregolarità dell’Irs (Agenzia delle entrate statunitensi), le intercettazioni dei cronisti dell’Associated Press, gli scandali di Bengasi sembrano tutti fatti che non hanno alcuna connessione tra loro. In realtà hanno un denominatore comune. Sono il risultato della filosofia dell’amministrazione Obama, ovvero la crescita massiccia delle dimensioni del potere del governo federale a fronte di una mancanza di fiducia nei confronti del popolo americano”.

Così scrive in un editoriale pubblicato sulla Cnn Bobby Jindal, governatore Repubblicano della Louisiana.

Per Jindal, gli scandali che stanno assediando la Casa Bianca erano inevitabili alla luce delle dimensioni raggiunte dal potere federale durante la presidenza Obama. “Solo pochi anni fa, il presidente Clinton aveva assicurato che l’era del grande governo era finita. Non avrebbe potuto sbagliare di più. Ora non solo abbiamo un grande governo, ma anche un Grande fratello”

E continua “Questi scandali sono il sottoprodotto del liberalismo o dell’incompetenza? Direi che la risposta è sì in entrambi i casi sì”.

Per il governatore della Louisiana, il liberalismo in generale e le politiche messe in atto durante l’attuale presidenza prendono le mosse dalla convinzione che il governo sia migliore delle persone. Gli ultimi scandali mostrano che non c’è niente di più sbagliato”.