Scalata a Banca Carige: chi c’è dietro

11 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Grande protagonista a Piazza Affari nell’ultima settimana è il titolo di banca Carige, l’istituto ligure che sta conoscendo una nuova primavera, riuscendo a mettere a segno un rialzo di quasi il 30 % e volumi sopra la media.

Ma perché questi forti acquisti nelle ultime sedute? Secondo quanto scrive Repubblica il deus ex machina del recente rally del titolo Carige a Piazza Affari sembra essere il petroliere Gabriele Volpi, secondo azionista della banca e detentore di una quota pari al 6%.  Il quotidiano descrive minuziosamente il dietro le quinte in cui trapela un altro nome illustre, quello di Gianpiero Fiorani, l’ex dominus della Popolare di Lodi. Ma andiamo per ordine.

Sembra che tra il secondo azionista di Banca Carige, Volpi e il vicepresidente Vittorio Malacalza, non scorra buon sangue tanto che si esclude fra di loro alcun contato, a parte una stretta di mano due anni fa, come scrive Repubblica.

La situazione è però precipitata nelle scorse settimane, quando Malacalza, vicepresidente di Carige, ha chiesto al cda di sfiduciare l’ad Guido Bastianini. La fiducia è passata, ma i due rappresentanti della lista Volpi in consiglio hanno votato contro e si sono dimessi. E questa divisione sulla sfiducia all’ad ha sicuramente rappresentato un punto di frizione fra i due. Volpi ha poi proposto altri due consiglieri, Bruno Savio e Giacomo Fenoglio, avvocato, socio dello studio Iannaccone & Associati, che segue da tempo Gianpiero Fiorani, l’ ex dominus della Popolare di Lodi, oggi con un incarico operativo al vertice del gruppo Volpi. Il comitato nomine, guidato dall’ex sindaco di Genova Beppe Pericu, ha però proceduto con altre cooptazioni.

E se i giochi in merito alle nomine del consiglio sembrano esser fatti, Volpi starebbe attuando un altro piano che coinvolge la banca e il suo capitale. E questo dopo che il nuovo ad della banca, Paolo Fiorentino, ha indicato nel piano di rafforzamento dell’istituto un aumento di capitale da 500 milioni e cessioni immobiliari da 200 milioni.

Con una capitalizzazione di Borsa di poco più di 200 milioni, si capisce facilmente come scalare Carige possa rappresentare un ottimo affare. Per i fondi o altri soggetti. Per questo il rastrellamento di azioni è già iniziato.