SARKOZY, MISSIONE COMPIUTA

11 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Parigi, 11 giu – L’onda lunga dell’effetto Sarkozy si propaga anche al primo turno delle elezioni legislative francesi che hanno fatto segnare due dati ben precisi: un alto astensionismo (ha votato solo il 61% degli aventi diritto contro l’84% delle presidenziali) e il trionfo dei neogollisti dell’Ump che sono accreditati del 39,5% delle preferenze e che si aggiudicheranno, dopo i ballottaggi di domenica prossima, tra i 440 e i 470 seggi sui 577 disponibili nel Parlamento. In calo il Pse, il partito di Segolene Royal, che si ferma al 24,7% e tracollo per i centristi di Francois Bayrou, il candidato giunto a sorpresa terzo alle presidenziali con il 18,6% dei voti e ora, invece, costretto personalmente al ballottaggio. Il suo nuovo partito, Mouvement Democrate, si ferma al 7,6% dei consensi (circa 6 milioni di voti in meno) e non otterrà comunque più di 4 seggi contro i 29 che la sua formazione storica, l’Udf, aveva raccolto nelle elezioni del 2002. Debacle piena anche per le forze della sinistra radicale e della destra estrema: i comunisti del Pcf sono al di sotto del 5% e quasi sicuramente non avranno i 20 deputati necessari per formare un gruppo parlamentare. Male, come detto, anche i Verdi, alleati al Pse, e il Fronte nazionale di Le Pen che non dovrebbe conquistare alcun seggio. Dal punto di vista delle personalità singole, le elezioni hanno tributato un buon successo a diversi ministri del nuovo governo, promuovendo al primo turno il ministro della difesa Hervè Morin, quello del Lavoro Xavier Bertrand, quello del Bilancio Eric Woerth. Passano al primo turno anche il premier Francois Fillon e il ministro dell’Economia Jean Marie Borloo, mentre il vicepremier Juppe sarà costretto ad attendere domenica prossima. Il quadro generale, comunque, è piuttosto limpido: all’affermazione di Sarkozy alle presidenziali ha fatto seguito quasi un plebiscito per l’Ump in questo primo turno di legislative, prefigurando quindi l’immagine di un presidente forte sorretto da un Parlamento con una maggioranza più che ampia. Ed è proprio per questo che subito dopo aver conosciuto l’esito del voto Ségolène Royal ha preso contatti con Bayrou per eventuali intese in vista del secondo turno (contatti che hanno prodotto un certo fastidio in diversi esponenti del Ps) e ha lanciato un appello a tutti gli elettori perché vadano alle urne domenica prossima. “Chiedo ai 17 milioni di cittadini che mi hanno votato alle scorse presidenziali – ha detto – di andare a votare domenica al secondo turno perché ci sia un bilanciamento dei poteri e per consentire alla sinistra di trovare un nuovo sentiero per il domani”.