SARKOZY: I TIMORI DEI GIORNALI AFRICANI

7 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 7 mag – Tranne qualche rara eccezione, la maggior parte dei quotidiani africani di lingua francese mostra preoccupazione per la vittoria di Sarkozy, fortemente criticato quando era alla guida del ministero degli Interni per le sue dichiarazioni sugli immigrati. L’agenzia Misna ha dedicato un ampio servizio alle reazioni africane. Si parte dal Senegal, dove
”Le Nouvel Horizon” di Dakar parla di “un piromane all’Eliseo” ricordando le dichiarazioni dell’ex-ministro degli Interni sul fatto che “la Francia non ha più bisogno dell’Africa”. La “preoccupazione” degli immigrati africani in Francia, all’indomani della vittoria di Sarkozy, è stata invece raccolta dall’agenzia di stampa continentale con sede a Dakar “Panapress”. “Ho già comprato una nuova valigia. Sono pronto a partire se, con la vittoria di Sarko, la situazione prenderà la piega sbagliata” dice uno degli intervistati. Secondo il “Sud Quotidien”, tuttavia, “la vittoria del presidente dell’Ump segna un’alternanza generazionale, quella dei cinquantenni che non hanno conosciuto la guerra e i suoi traumi. Una vittoria che porta alla guida del paese una generazione senza complessi, pronta, ciascuno nel proprio campo, a trasgredire i tabù del passato” . La guida di Sarkozy “si tradurrà nella realizzazione di una immigrazione selezionata. L’ottenimento dei visti, già segnato da certi fallimenti, si complicherà sicuramente”. “Sarkozy, l’incubo degli africani”: così titola il quotidiano “Le Benin aujourd’hui”. Nella Repubblica Centrafricana si segnala l’editoriale di Jospeh Nestor Ouamba Patas, in cui si auspica un cambiamento delle relazioni tra l’Africa e la Francia, augurandosi che la “rottura” promessa Sarkoy significhi anche “una trasformazione della politica africana della Francia, l’abbandono del clientelismo, il rifiuto di sostenere o di avere rapporti con dittatori al governo nell’Africa francofona. La rottura rispetto alla politica francese in Africa, dovrebbe portare alla scelta di inviare professori, medici e ingegneri per assicurare la prosperità invece dei contingenti di militari inviati in Centrafrica, Ciad, Gabon, Senegal, Gibuti e Costa D’avorio”. Nella Repubblica democratica del Congo il quotidiano “le Potentiel” invita infine il neo-presidente “a non dimenticare le ricchezze ammassate dalla Francia nelle sue ex-colonie e che superano ampiamente di miliardi di dollari tutti gli aiuti e i prestiti che Parigi ha accordato finora ai paesi africani dopo la loro indipendenza”. “L’apporto politico in sede internazionale dei paesi africani è fondamentale per una media potenza come la Francia”, conclude il giornale.