Sarà un anno di opportunità per i conti deposito, tragico per i fondi pensione

12 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il mondo dei conti deposito è un continuo proliferare di nuove offerte e il 2015 sarà un anno di opportunità per i risparmiatori italiani.

Lo ricorda Pietro di Lorenzo, di Conto sul Conto. Alle “matricole” ormai note del 2014 Widiba, Bancadinamica, ContoSpraead, Conto Facto ecc si aggiunge un nuovo conto: Conto Deposito di Banca Privata Leasing. Si tratta, spiega Di Lorenzo, “di una banca nata nel 1987 e dedita principalmente a servizi di leasing ; è partecipata da privata Holding e dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna”.

Il Conto Deposito si compone di 3 distinti prodotti: un Conto Base, un Conto Deposito con Cedola e un Conto deposito con interessi anticipati. Il conto Base è un conto libero che rende 1% lordo ed è lo strumento attraverso il quale è possibile attivare i vincoli sul Deposito con Cedole o sul Deposito con interessi anticipati.

Il conto deposito con Cedole semestrali permette di vincolare somme per un periodo massimo di 48 mesi ottenendo interessi crescenti accreditati semestralmente sul conto base; per i prime 6 mesi offre un rendimento lordo pari a 1.60%, dal 7° al 12° mese 2.30% lordo, dal 13° al 18° mese 2.50% lordo, dal 19° al 24° mese 2.60% lordo, dal 25° al 30° mese 2.70% lordo, dal 31° al 36° mese 2.80% lordo , dal 37° al 42° 3% lordo e dal 43° al 48° 3.50% lordo.

Gli investitori che riescono a detenere immobilizzati i risparmi fino al 48° mese, ricevono un rendimento lordo, generato in 4 anni, pari a 2.625%
E’ ammessa l’estinzione anticipata, viene corrisposta la quota interessi maturata alla data di estinzione oltre agli interessi già percepiti e inoltre sono ammessi i rimborsi parziali, rispettando sempre la soglia minima di 1000 euro necessaria per l’attivazione del vincolo.

Il conto deposito a interessi anticipati, invece consente di attivare vincoli da 4 a 18 mesi con cadenze bimestrali e remunera gli interessi in anticipo. I depositi a 4/6/8/10/12/14/16/18 rendono rispettivamente 1.30%, 1.60% 1.70%, 1.80%, 2.30% 2.35% 2.45% 2.50%. È ammessa l’estinzione anticipata in tal caso viene riconosciuto il tasso dell’1% lordo mediante lo storno della liquidazione effettuata al momento dell’accensione e ricalcolando la stessa per i giorni effettivi al “tasso ridotto”.

Per entrambi i conti deposito vincolati non sono previsti costi se non quelli legati all’imposta da bollo e alle ritenute fiscali sugli interessi. L’importo minimo sottoscrivibile è di 1000 euro mentre quello massimo di 1 milione di euro. Naturalmente la banca aderisce alla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela Depositi fino a 100 mila euro.

In definitiva, se il risparmiatore sarà attento e riuscirà a seguire le nuove proposte, “anche il 2015 può rivelarsi un anno molto interessante dal punto di vista dei conti deposito”.

I rendimenti che i fondi pensioni integrativi apporteranno si reputa invece che saranno sempre meno alti, sopratutto dopo che la tassazione sulle performance annuali è stata inclusa nella legge di Stabilità. Il risparmiatore che cerca di costruirsi una pensione di scorta da aggiungere alla pensione obbligatoria vedrà abbassarsi i rendimenti.

Il fondo pensione dei metalmeccanici Cometa, 9 miliardi di risparmio gestito, aveva fatto una simulazione per vedere se conveniva Tfr o fondo pensione. Tra un iscritto al fondo da 30 anni e chi in azienda aveva invece solo il Tfr, è stata rilevata una discrepanza al lordo del 25%. Siccome la tassazione conviene per il fondo pensione, c’era una differenza del 30-32% al netto.

“I fondi pensioni negoziali non sono in realtà un salvadanaio” in cui lasciare i soldi parcheggiati, come ha ricordato al Sole 24 Ore Michele Tronconi, presidente di Assofondipensione, l’associazione che riunisce i fondi di categoria. Il governo dovrebbe “concedere disponibilità ai lavoratori invece che anticipare il Tfr ai lavoratori, che è stato fatto per pagare i debiti del presente e tentare di alimentare i consumi sul breve”.

La finanziaria prevede che l’aliquota salga dall’11,5% al 20%. Il governo in più riprese ha segnalato che ogni punto percentuale in meno o in più costituisce 38-40 milioni di euro di entrate o uscite di gap. L’inasprimento fiscale si farà sentire soprattutto nel lungo periodo. Le pensioni integrative maturate dai lavoratori potrebbero ridursi di circa il 10% rispetto agli importi che sarebbero maturati con la vecchia aliquota, secondo le simulazioni di Panorama.

Il secondo pilastro a capitalizzazione individuale è presente in Svezia e altri paesi Ocse, che si sono posti il problema dell’allungamento della vita media della popolazione. In Svezia, proprio per questo motivo, si colpisce con tassazione solo le prestazioni con tassi ridotti. In Italia invece si è andati ad aumentare la tassazione sui rendimenti per coprire i buchi che si sono andati a creare con l’anticipazione del Tfr in busta paga.

In Svizzera intanto, mentre la performance dei fondi pensione è stata brillante nel 2014, salendo al 9,6% dal 6,4% dell’anno precedente e dal 7,9% nel 2012, nell’anno in corso la situazione cambierà radicalmente.

Dieter Stohler, direttore di Publica, il più grande fondo pensione della Svizzera con 107 mila clienti, è molto prudente per il 2015. Il direttore degli investimenti Stefan Beiner ha definito la valutazione delle azioni e delle obbligazioni, le due classi di attivi più importanti del suo portafoglio, da “sportiva a molto sportiva”.

“Il rischio di ricadute è alto”, ha avvertito in un’intervista al Basler Zeitung. La normalizzazione dei tassi di interesse, ovvero la loro risalita, rischia di farsi attendere.

In Svizzera i tassi a breve sono negativi e il rendimento a 10 anni dei titoli emessi dalla Confederazione elvetica è di appena lo 0,2%. In Italia la situazione è diversa, con i tassi a 10 anni che si aggirano intorno all’1,85%.

Tuttavia gli italiani, in particolare i più giovani, non potranno contare su una pensione primaria decente. Il sistema di Welfare italiano sconta un andamento demografico che impedisce un buon tasso di sostituzione per futuri pensionati.

Con una maggiore popolazione inattiva piuttosto che attiva, i tassi tendono verso il basso. Inotlre la crisi, che ormai perdura dal 2008, deprime anche il Pil.

Insomma, gli ultimi sviluppi demografici in Italia hanno ridotto gli accontamenti del primo pilastro delle pensioni tradizionali. Motivo in più per cui il secondo pilastro “integrativo” rimane tuttora la soluzione più conveniente nonostante l’aumento dell’aliquota.

Fonte principale: Conto sul conto

(DaC)