Salvataggio Carige: futuro banca in mano ai fondi

25 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Rafforzamento patrimoniale e rilancio commerciale sono i due pilastri su cui sui basa il destino di Banca Carige. Entro metà aprile sul tavolo dei tre commissari Raffaele Lener, Fabio Innocenzi e Pietro Modiano dovranno arrivare le offerte vincolanti e l’impressione che si ha oggi, riporta Repubblica, è che alla fine sarà un fondo e non una banca che diventerà nei prossimi mesi l’azionista di riferimento della banca ligure.

In corsa ci sarebbero tre fondi, Apollo, già proprietario delle compagnie assicurative, Varde e BlackRock, indicati dagli analisti come favoriti rispetto a una soluzione bancaria di cui si era parlato nei mesi scorsi. Punto interrogativo la cessione degli oltre due miliardi di crediti deteriorati ancora in pancia all’istituto e per cui i commissari hanno già ricevuto l’offerta vincolante di Sga, società del ministero del Tesoro, e non vincolante di Credito Fondiario anche se potrebbe essere il nuovo azionista di riferimento a voler gestire questa partita.

Per il momento, però, le indiscrezioni su Banca Carige sono rimaste tali. Nessuno dei diretti interessati ha confermato o smentito i rumor. Nei giorni scorsi al Sole24Ore Fabio Innocenzi, uno dei tre commissari, ha segnalato che il management sta lavorando alle offerte vincolanti in modo che possano essere consegnate all’autorità di vigilanza nelle prossime settimane e convocare l’assemblea degli azionisti prima dell’estate. Innocenzi ha poi aggiunto, a proposito di un possibile spezzatino della banca genovese e di un futuro separato per la società di private banking, che Banca Cesare Ponti “è uno dei pilastri del piano”.  Innocenzi ha poi  confermato le indiscrezioni degli ultimi giorni circa la tempistica per l’arrivo delle proposte che dovrebbero portare Carige a una business combination con un fondo o con un altro istituto bancario.