Saldi: verso stagione flop, Confcommercio stima crollo spesa del 40%

27 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Neppure i saldi faranno ripartire i consumi che, a causa dell’effetto Covid, potrebbero registrare un crollo quest’anno. Sugli sconti estivi pesano lo smart working che svuota il centro delle città, la cassa integrazione che pesa sui redditi delle famiglia, i timori per la crisi economica innescata dall’emergenza Covid che spingono a risparmiare più che a spendere.

E’ quanto stimato dall‘Ufficio Studi di Confcommercio, secondo cui ogni famiglia spenderà quest’anno oltre il 40% in meno, in media 135 euro – meno di 60 euro pro capite – per un valore complessivo intorno ai 2,1 miliardi di euro.

A partire con i saldi, le primissime sono state Sicilia e Calabria, seguite qualche giorno fa dalla Campania e oggi, con un cambio di data in corsa, anticipano il via tre regioni, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte. Il resto d’Italia tiene duro e attende il 1 agosto.

La scelte delle date non piace ai commercianti:

“È un peccato che la Conferenza delle Regioni, invece di confermare la data unica al 1° agosto, abbia lasciato alle Regioni la libertà di scegliere se anticipare di una settimana o meno, creando di fatto inopportune concorrenze tra territori limitrofi”, commenta il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi.

Le primissime regioni sono state Sicilia e Calabria, seguite qualche giorno fa dalla Campania e ieri 25 luglio, con un cambio di data in corsa, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte. Il resto d’Italia tiene duro e attende il primo agosto.

“I consumi post lockdown – prosegue Borghi – non sono al momento ripartiti, soprattutto nei centri delle grandi città che stanno vivendo un momento estremamente complicato, per l’elevato utilizzo dello smart working, della cassa integrazione e della situazione di incertezza che porta all’incremento del risparmio privato. Per far ripartire il settore – propone – dobbiamo trovare sinergie e collaborazioni, anche per permettere ai nostri centri di rivivere e dare maggior fiducia ai nostri connazionali verso l’acquisto nei negozi di prossimità. I saldi di fine stagione potrebbero così rappresentare una risposta, con un momentaneo picco euforico dei consumi, alle pesanti perdite registrate da oltre il 60% delle imprese dalla riapertura del 18 maggio”.