Saldi: Confcommercio, il tessile-abbigliamento fa fronte comune

21 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Uniformità nazionale nella data di avvio dei saldi estivi e invernali (primo sabato di luglio e 6 gennaio) per una durata massima di 60 giorni; liberalizzazione delle vendite promozionali anche nel periodo coincidente con i saldi e in quello immediatamente precedente; individuazione dei prodotti oggetto dei saldi in quelli a carattere stagionali o soggetti a veloce deprezzamento od obsolescenza tecnologica: questi i tre punti su cui si basa l’accordo tra Federdistribuzione e Federazione Moda Italia, le due organizzazioni di Confcommercio Imprese per l’Italia, che rappresentano l’intero settore tessile e abbigliamento, associando grande, media e piccola distribuzione. Le due Federazioni, si legge sul sito di Confcommercio, hanno scritto ai presidenti delle Regioni per far conoscere tempestivamente le proposte comuni per cercare di risolvere le sempre più frequenti difficili situazioni che si vengono a creare soprattutto in merito alle date di inizio saldi, che non solo disorientano i consumatori ma recano problemi alle imprese. “La data unica – sottolinea Renato Borghi, presidente di Federmodaitalia – metterebbe sullo stesso piano concorrenziale tutte le imprese, piccole e grandi, e i consumatori, locali e turisti potrebbero usufruire tutti, nello stesso periodo, delle offerte vantaggiose dei saldi e delle promozioni, evitando i recenti fenomeni di ‘transumanza’ tra Regioni limitrofe. Siamo giunti quindi a questa linea comune perché oramai le regole vigenti sono da considerarsi superate visto il proliferare di outlet che praticano sconti tutto l’anno”. “Con questa proposta – sostiene a sua volta Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione – vogliamo andare incontro ai bisogni dei consumatori che avranno certezze sulle date di avvio dei saldi e opportunità per fare acquisti con la massima convenienza per tutto l’anno e su tutte le merceologie, comprese quelle soggette a frequente innovazione tecnologica. Un passo importante in un momento di difficoltà delle famiglie da parte di associazioni di categoria che mettono al centro della loro politica le esigenze del cliente finale”.