Russiagate, Comey potrebbe aver violato regole Fbi

10 Luglio 2017, di Livia Liberatore

L’ex capo dell’Fbi James Comey avrebbe violato le regole della stessa agenzia che dirigeva prima di essere licenziato dal presidente Donald Trump, l’Fbi. Una nuova rivelazione, diffusa dal giornale The Hill, getta sospetti su Comey nell’ambito del Russiagate, le indagini sulle presunte interferenze della Russia nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali statunitensi del 2016.

Più della metà delle memorie scritte da Comey per ricostruire le sue conversazioni con Trump conterrebbe materiale confidenziale. Comey avrebbe quindi ignorato lo stesso protocollo di sicurezza violato da Hillary Clinton nel 2016. Allora era proprio Comey l’incaricato delle indagini sull’uso scorretto del server di posta elettronica privata da parte della candidata democratica alle elezioni presidenziali.

Documenti personali, ha detto Comey nella sua testimonianza davanti al Senato Usa, che avrebbe mostrato solo ad alcuni amici. Almeno una delle memorie sarebbe stata condivisa con un suo amico avvocato della Columbia University. L’intento era quello di dare le informazioni all’avvocato in modo che potesse diffonderle alla stampa: Comey voleva così ottenere che fosse nominato un procuratore speciale nelle indagini sul Russiagate.

Comey ha dichiarato di non sapere che le sue sette memorie sulle nove conversazioni avute con Trump dall’inizio dell’anno contenessero informazioni confidenziali. Ma quando le memorie nei giorni scorsi sono state mostrate al Congresso, l’Fbi ha detto che quattro di esse sono da ritenere riservate. Si apre un nuovo filone di indagine per capire se le memorie possano essere state manomesse o se sia stato Comey a sbagliare.