Russia: Gas, Minsk paga. Gazprom concede 7 giorni

6 Agosto 2007, di Redazione Wall Street Italia

E’ tregua del gas tra Mosca e Minsk. L’ultimatum lanciato dalla Russia per il saldo del debito bielorusso è stato rimandato dopo una lunga notte di trattative presso la sede di Gazprom. Niente taglio, per ora, del 45 per cento delle forniture alla Bielorussia: viene concesso a Beltransgaz un pagamento dilazionato, ma la stessa Gazprom prevede comunque “il rimborso completo in una settimana” dei 456,16 milioni di dollari, dovuti dalla repubblica di Aleksandr Lukashenko per le forniture della prima metà del 2007. In un comunicato il colosso dell’oro blu sottolinea che è già avvenuto ieri “il primo pagamento di una parte significativa del debito”. Secondo Beltransgaz la Bielorussia ha già trasferito 190 milioni di dollari. Intanto la diplomazia moscovita invita a non drammatizzare l’impasse tra Gazprom e Minsk per il pagamento del gas e rivolgendosi all’Ue rilancia l’idea di un “meccanismo” di forniture che includa “anche i Paesi di transito”. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a margine dei lavori per il vertice dell’Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean) è stato categorico. “Posso ripetere soltanto che non abbiamo violato mai alcun contratto. Non drammatizzerei la situazione” ha poi aggiunto, enfatizzando che “in Unione europea sono ben informati che stiamo effettuando le consegne in maniera accorta e da lungo tempo proponiamo un meccanismo che permetta di includere nel processo anche i Paesi di transito”. Lavrov ha nuovamente esortato Bruxelles a non credere a chi sostiene la tesi della “minaccia energetica” da parte dell’aquila bicipite. L’unico criterio per garantire la sicurezza energetica è l’accessibilità dell’energia “a qualsiasi Paese, non soltanto ad amici e alleati”. Rimandando l’ultimatum per Minsk, Gazprom ha di fatto concesso un po’ di aria ai bielorussi, lanciando un segnale distensivo. La preoccupazione degli osservatori europei era soprattutto dovuta al fatto che attraverso la Bielorussia passa una delle principali vie dell’oro blu russo verso il Vecchio continente: il gasdotto Yamal-Europa. E, inevitablmente, la minaccia di tagliera le forniture a Minsk si riflette sui consumatori europei. In questi giorni di rinnovata tensione, tuttavia, Gazprom ha assicurato di avere preso misure “alternative” per il trasporto, in modo da evitare ripercussioni sull’Europa anche in caso di flusso alla Bielorussia dimezzato. Minsk non aveva pagato per tempo, malgrado abbia ricevuto 625 milioni di dollari dal gigante russo dell’oro blu a giugno, come pagamento per il 12,5 per cento in Beltransgaz. E malgrado in questo periodo goda di un prezzo fuori mercato – anche se pesantemente ricorretto rispetto alle politiche ‘assistenzialistiche’ precedenti – ossia 55 dollari per mille metri cubi nella nella prima parte del 2007. Ma che da Mosca si volesse trovare una nuova soluzione di compromesso era evidente gà ieri, nel tardo pomeriggio, quando le promesse del presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko erano state definite “affidabili” dal portavoce di Gazprom Sergei Kuprianov. Contattato da Apcom aveva annunciato l’arrivo a Mosca di una delegazione di Beltransgaz, giunta poi in serata. Le trattative sono andate avanti sino alla mattina. Le forniture russe non hanno mai smesso di fluire, come confermato dalla stessa Beltransgaz. Ora sette giorni per chiudere definitivamente la nuova crisi.
re. de.