Russia: alcune regioni avranno bisogno di un bail-out da Mosca

18 Marzo 2016, di Alberto Battaglia

Nonostante le sanzioni Occidentali, il crollo del prezzo del petrolio e il forte deprezzamento del rublo, sembra che le finanze della Russia, in qualche modo stiano reggendo il colpo: il deficit federale resta entro il 3% del Pil, mentre il debito pubblico è relativamente contenuto. Uno scenario migliore rispetto a quello di alcuni Paesi membri dell’Unione Europea. Un’apparenza che nasconde, però, molta polvere sotto il tappeto.

Ad essere nei guai finanziari, infatti, sono numerose regioni: da quando nel 2012 il presidente Vladimir Putin ha ordinato il trasferimento su base locale di ampie porzioni di spese sociali, sanitarie e legate all’istruzione, i conti dei governi regionali sono peggiorati costantemente. Nel complesso, il deficit delle regioni, che sono più di 80, è stato di 14,6 miliardi di dollari l’anno scorso.

Se il governo centrale non interverrà il rischio del default di alcune regioni sarà molto concreto: “Non sto dicendo che ci saranno fallimenti di massa”, afferma a Reuters Karen Vartapetov, economista presso Standard & Poor’s, “ma la situazione si muoverà in quella direzione”. Secondo S&P oltre il 90% delle regioni è in deficit di bilancio nel 2015 e il debito complessivo è pari al 60% dei ricavi complessivi: l’anno precedente era appena al 27%.
A complicare lo scenario si stagliano anche una serie di tornate elettorali: quelle parlamentari, il prossimo settembre, quelle presidenziali nel 2018. Chiedere austerità alle regioni si potrebbe rivelare, in un periodo del genere, una mossa politicamente poco saggia. Per questo lo scenario più probabile sembra essere quello di un salvataggio delle regioni in difficoltà da parte di Mosca. Ma la scelta non sarà presa a cuor leggero: anche le entrate federali stanno diminuendo, a causa dei ridotti prezzi del greggio, per cui la coperta si è fatta corta. Mosca sarà chiamata scegliere qual è la priorità: supportare le banche danneggiate dalle sanzioni, le regioni oppure le società controllate dallo Stato. Salvare tutti si rivelerebbe molto, forse troppo costoso per le riserve valutarie che la Russia ha accumulato come protezione dalle turbolenze finanziarie.

Fonte: Reuters