Ruffini (Entrate): “Fra cinque anni addio al 730”

13 Novembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Dopo il 730 precompilato, una vera e propria rivoluzione per i contribuenti italiani, fra 5 anni si dirà addio alla dichiarazione dei redditi. A dirlo il numero uno dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini nel corso di un’intervista a “Repubblica” in cui fa l’annuncio dell’abolizione del 730.

“Accumulando sempre più dati ed evitando naturalmente di chiedere Direi 5 anni. Trattandosi di un’operazione complessa ritengo che l’orizzonte possibile per l’entrata a regime sia questo quelli che già abbiamo, deve venir meno il concetto stesso di dichiarazione dei redditi (…) Oggi c’è la dichiarazione precompilata. Ma mi piace pensare che sia soltanto un passaggio intermedio fra come eravamo e come saremo. Lunedì ho convocato da Sogei tutti gli intermediari, commercialisti, consulenti del lavoro e gli altri professionisti perché bisogna partire col piede giusto nel tempo giusto per arrivare agli appuntamenti con proposte il più possibile condivise. Il Fisco deve ascoltare, confrontarsi. E cambiare”.

Quello che vede innanzi a sé Ruffini è un Fisco benevolo, anche se il termine ‘Fisco amico’ non gli va particolarmente a genio.

“Gli amici si scelgono. Il Fisco può essere al massimo un parente, visto che i parenti non si scelgono. Ma a patto che non sia indigesto né invadente. Il recupero dell’evasione è uno degli ambiti operativi dell’Agenzia, ma non l’unico. Centinaia di miliardi entrano spontaneamente: poi, certo, ce n’è anche una parte che entra grazie ai recuperi. Dobbiamo cambiare visione: l’interlocutore di Agenzia non dovrà essere un codice fiscale, ma il cittadino. Con la C maiuscola (…) Il Fisco dev’essere compreso, nella sua utilità al servizio di tutti”.

Ruffini nel corso dell’intervista parla anche del tema tasse che l’ex ministro Padoa Schioppa definì bellissime:

“La bellezza non è una categoria applicabile alle tasse. Le tasse sono il prezzo che paghiamo per vivere in questa società. E vorrei che quando arriva una lettera dell’Agenzia non sia un momento di scompenso cardiaco, perché noi lavoriamo a recuperare risorse per dare concretezza ai diritti dei cittadini: allo studio, alla salute, ai servizi”.