Roubini: euro tocchi parità dollaro. Italia, Monti da solo non basta

30 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Risolvere l’annoso problema della crisi dei debiti sovrani europei? Per Nouriel Roubini, economista noto come “Dr. Doom” per le sue previsioni ribassiste (che si sono poi avverate), è necessario che l’euro scivoli fino a toccare la parità con il dollaro americano. Solo in questo modo le economie dei paesi periferici potranno tornare a crescere.

“L’Eurozona ha bisogno di un deprezzamento reale (della moneta) nei paesi periferici affinchè queste economie possano tornare a crescere e a essere competitive – ha detto in occasione del Forum Ambrosetti che si svolge nei pressi del lago di Como – I paesi periferici hanno bisogno di avere un euro più vicino alla parità con il dollaro”.

Roubini ha aggiunto che al momento i mercati sono “schizofrenici”, non riuscendo a capire se devono premiare o punire paesi come l’Italia e la Spagna per le misure di austerity lanciate. “Esiste un circolo vizioso, con le misure di austerity che rendono peggiore la recessione. Senza la crescita, la risposta socio-politica diventerà un peso difficile da sopportare per alcuni governi”.

Sulla Bce, l’economista ammette che l’istituto “è vicino al limite” riguardo alle munizioni di cui è in possesso per aiutare l’Europa.

In generale, l’Eurozona rimane al top della lista che a suo avviso stanno pesando sull’economia globale: il secondo fattore è rappresentato dalla volatilità dei prezzi del petrolio, alimentata dalle tensioni in Medio Oriente. Roubini avverte dunque che il mondo intero potrebbe far fronte prima a una recessione e poi a una stagflazione.

Sul caso specifico dell’Italia, Roubini ha affermato che “Mario Monti è un grande leader” e che “e c’è qualcuno che può salvare l’Italia è lui”. Tuttavia, anche se “possono aiutarsi da soli attuando le riforme, l’Italia e altri Paesi periferici hanno bisogno di stimoli esterni”.

“L’eurozona – ha continuato – deve pensare a come riprendere la crescita economica entro 12 mesi, altrimenti tutto quello che si sta facendo non funzionerà. Un euro più debole può servire per ristabilire la crescita”.