Roubini: “diminuito rischio implosione Europa”

2 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nouriel Roubini, noto per le sue previsioni pessimistiche sulla performance dei mercati finanziari, è positivo sul trend dell’economia nel 2014.

In un articolo pubblicato su Project Syndicate, il professore della New York University afferma che le minacce di una implosione dell’Eurozona, di un altro shutodown del governo Usa, di una battaglia al Congresso americano sull’innalzamento del tetto sul debito, di un brusco arresto nella crescita dell’economia cinese, o di una guerra tra Israele e Iran, sono decisamente più lievi rispetto agli anni precedenti.

Di conseguenza, a suo avviso, la crescita del Pil delle economie avanzate sarà +1,9% su base annua, complice anche il “mantenimento di una politica monetaria accomodante”.

A suo avviso, inoltre, i mercati emergenti riporteranno una performance molto buona nel 2014.

“La ripresa più veloce dei paesi avanzati aumenterà le importazioni dai mercati emergenti. (In più), l’uscita della Fed dal quantitative easing sarà lenta, con i tassi di interesse che rimarranno bassi. Le riforme politiche che saranno attuate in Cina smorzeranno il rischio di un atterraggio duro (hard landing). E, con molti mercati emergenti che attraversano ancora un processo di urbanizzazione e industrializzazione, ci saranno maggiori consumi di beni e servizi da parte delle classi medie”.

In quest’ottica, Roubini prevede che i mercati segneranno una crescita vicina a +5%. Da monitorare in modo particolare Corea del Sud, Filippine, Malesia, Polonia, Cile, Colombia, Perù, Messico, Kenya, Rwanda e i paesi esportatori di petrolio del Golfo.