Rosatellum bis, come funziona. Per M5S “è incostituzionale”

22 Settembre 2017, di Mariangela Tessa

Senza il raggiungimento della soglia del 40%, obiettivo al momento irrealistico, nemmeno il cosiddetto “Rosatellum bis”, la nuova legge elettorale in discussione in questi giorni alla Camera, potrà garantire una maggioranza senza accordi in Parlamento tra partiti diversi.

Lo dicono gli analisti del sito You Trend che, in collaborazione con l’Agi, hanno simulato un’elezione col sistema presentato dal Pd, utilizzando i numeri degli ultimi sondaggi. In pratica le maggioranze “politiche” sono una chimera, a meno che qualcuno non riesca a raggiungere quota 40%, l’unica che consentirebbe di avere i numeri per una solida maggioranza.

Ecco i punti principali della legge elettorale in discussione in Parlamento, il cui testo base è stato depositato ieri in commissione Affari costituzionali alla Camera dal relatore Emanuele Fiano (Pd):

  • Bis” perché una precedente proposta, piuttosto simile (e che fu chiamata “Rosatellum” dal nome del capogruppo PD Ettore Rosato) era stata presentata la scorsa primavera. 
  • In pratica si tratta di un Mattarellum profondamente corretto che prevede la suddivisione in collegi uninominali (36%) e collegi con il proporzionale (64%), senza premio di maggioranza.
  • È un sistema elettorale misto, con un turno unico, in cui l’assegnazione di 231 seggi alla Camera e 102 seggi al Senato è effettuata in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato, mentre l’assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali. Soglia di sbarramento al 3% per la singola lista e al 10% per le coalizioni.
  • La nuova legge prevede che i partiti potranno presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale per più liste.
  • La soglia di sbarramento sarà al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni. Coalizioni che devono essere uguali su scala nazionale. No a voto disgiunto, scheda unica.
  • I listini saranno molto corti: il numero dei candidati non può essere inferiore a due ne’ superiore a quattro. Quanto alle pluricanditarure, saranno possibili ma limitate: massimo 3 nel proporzionale.
  • Prevista anche la parità di genere: nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione di liste nei collegi uninominali a livello nazionale, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all’unità più prossima.

Ricordiamo che la proposta di legge ha incassato il via libera di massima di Forza Italia, Lega e Alternativa popolare, a cui si aggiungono alcune forze minori, come i fittiani e i verdiniani. Non piace, invece, al Movimento 5 Stelle, a Sinistra italiana, Mdp e Fratelli d’Italia.

A questo proposito, Danilo Toninelli, deputato M5s ha commentato:

Rosatellum 2.0 danneggia il M5s, ma soprattutto è incostituzionale perché prevede coalizioni variabili. Mette tutto in mano a clientele e potentati locali o, in alternativa, alle segreterie di partito: è una perdita di tempo, non andrò neppure in commissione. Ricordo che il tedesco, che a noi andava bene, lo hanno affossato loro. Vi pare normale che con sto sistema Renzi si può coalizzare con Alfano in Sicilia e magari in Lombardia con Pisapia? Voteremo col Consultellum. Ce li vedete Alfano e Renzi con la mappa a disegnare collegi e a dividersi i comuni in base a dove hanno più voti? Troppo disonesti, non ce la faranno”.