Ritorno al marco e porte chiuse ai migranti: il programma di AfD

25 Settembre 2017, di Mariangela Tessa

Alcuni dei suoi esponenti non nascondono le simpatie per il passato nazista. Ma sul fronte economico il programma ruota tutto intorno all’uscita della Germania dell’euro per un ritorno al marco.

Guidato  dall’avvocato Alexander Gauland, 76 anni, ex esponente della Cdu, Alternative für Deutschland, il partito di destra giunto terzo alle elezioni in Germania raccogliendo il 12,6% e 94 seggi in Parlamento, suscita grandi interrogativi. A partire dalla suo programma economico. Un programma centrato sull’uscita dall’euro, moneta fondata sull’

“assenza di responsabilità per i debiti di altri Paesi e nessun debito pubblico oltre il 60 per cento del rispettivo prodotto interno lordo”. Ma che nella realtà ha visto “la distruzione di queste regole”. Con la conseguenza che la “Germania deve annullare l’accordo di unione monetaria e lasciare l’area dell’euro”.

Forti critiche anche alla Bce che, attraverso una politica monetaria di tassi di interesse a zero, sta portando avanti una “politica di esproprio per risparmiatori e pensionati”. In contrasto con Francoforte che sta cercando di limitare il più possibile la circolazione delle banconote, soprattutto quelle di tagli più elevati, per contrastare le attività illegali, l’AfD “chiede la conservazione permanente dell’uso illimitato di denaro contanti”.

Sul fronte bancario, no secco “a ogni tentativo di integrazione europea dei rischi di responsabilità, in particolar modo per quanto riguarda le transazioni bancarie”.

In merito al capito, “sicurezza e politica estera” lo slogan è ‘trumpista’: “Germany first”. Porte chiuse per i migranti: l’AfD si batte per la difesa dei confini e per la restrizione al diritto d’asilo, ed è contraria ai ricongiungimenti familiari e alla doppia cittadinanza.

Passando alla politica interna, tutto ruota attorno alla necessità di riconquistare la sovranità persa, favorendo allo stesso tempo strumenti di democrazia diretta. Alcune proposte vorrebbero l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica, per esempio; e con l’introduzione di Referendum propositivi come in Svizzera.

“Faremo opposizione in parlamento e sarà un compito gravoso, ma la nostra ambizione è andare al governo nel 2021” ha detto Frauke Petry, co-portavoce federale dell’Afd, stamattina nel corso della conferenza stampa a Berlino. “Non farò parte del gruppo dell’Afd in parlamento”, ha aggiunto Petry prima di lasciare la sala, ancor prima di rispondere alle domande dei giornalisti.