Risparmio gestito: rendimenti cambiano marcia, ma commissioni restano fisse

31 Luglio 2019, di Mariangela Tessa

Dopo un 2018 horribilis per il risparmio gestito, il primo semestre del nuovo anno si è imposto come uno dei migliori della storia. Un cambio di marcia che tuttavia non ha interessato le commissioni ricorrenti applicate dalle case di investimento ai prodotti collocati alla clientela, che sono rimaste invariate. I costi, dunque, appaiono indipendenti dalle performance. Ne deriva che quando i risultati delle gestioni sono negativi tutti i rischi dell’attività ricadono sugli investitori

Il dato emerge dall’analisi del Centro studi di Tosetti Value, anticipata dal  Sole 24 Ore, che ha messo a confronto le performance e le ongoing charge, ovvero le commissioni fisse, calcolate durante gli ultimi 18 mesi per l’universo gestito dalle prime 250 società per attivi.

“Nell’intero 2018 la media ponderata dei rendimenti ottenuti dalle prime 30 società per masse amministrate ha segnato il passo con una flessione del 5,6%, mentre nei primi sei mesi del 2019 le perdite sono state poi più che recuperate con uno stupefacente + 9,5 per cento. Non si è però praticamente vista differenza nelle commissioni ricorrenti applicate alla clientela, pari all’1,05% medio ponderato nel 2018 e all’1,04% nella prima metà di quest’anno. La tendenza appare ancora più marcata quando si stringe l’obiettivo sui 10 principali operatori in Italia, che hanno evidenziato nei due periodi lo stesso rendimento del 6,1% (prima al ribasso, poi al rialzo) a fronte di ongoing charge invariate, ma superiori rispetto al continente e pari all’1,45% annuo.

“I ricavi ottenuti dalle società di gestione sono poco correlati con i risultati ottenuti a favore degli investitori, sui quali soli gravano invece i rischi dell’attività d’investimento”, osserva Tosetti Value, auspicando per questo “un maggiore allineamento degli interessi di medio termine” anche alla luce del fatto che “nel frattempo il mercato, attraverso la concorrenza degli Etf e dei fondi passivi, sta progressivamente e inesorabilmente influenzando il settore”.