Risparmio, chi vince tra gestione attiva e gestione passiva?

29 Marzo 2018, di Alessandro Piu

Il confronto tra fautori della gestione attiva e difensori della gestione passiva è duro quasi quanto lo scontro tra Guelfi e Ghibellini. Ma i numeri sono dalla parte della gestione passiva

Gestione attiva o gestione passiva? Chi vince? Il gestore che si confronta con un benchmark cercando soluzioni per fare meglio di lui? O quello che replica il benchmark?

Sul fronte dei costi la risposta è favorevole alla gestione passiva. Sul fonte dei numeri e delle performance anche. Questo è quanto emerge dallo studio condotto da S&P Dow Jones Indices, effettuato regolarmente dal 2002 e aggiornato al secondo semestre del 2017.

I numeri della ricerca premiano la gestione passiva

La ricerca, intitolata S&P indices versus active funds mette a confronto l’andamento delle due categorie di fondi su tre archi temporali (3, 5 e 10 anni) e su quattro mercati: globale, americano, europeo ed emergente.

Il risultato è una Caporetto per i fondi a gestione attiva. Solo sul mercato europeo i gestori attivi riescono a battere il benchmark nel 41$ dei casi sulla distanza dei tre anni, nel 27% dei casi su cinque anni, nel 15% dei casi sui dieci anni.

Sui mercati americano, emergente e globale le “vittorie” dei gestori attivi contro il benchmark sono rare e rappresentano, in media, meno del 10% contro il 90% delle volte che, in media, il benchmark vince.

Il futuro è della gestione passiva?

“Significa quindi che non esiste alcuna eccellenza che si distingua dalla massa e prevalga nel rispettivo mercato?”

si chiede Marcello Agnello, direttore commerciale di Assiteca Sim, e risponde:

“Certo che no, singoli casi ci sono, ma quando accade lo si scopre a posteriori, non essendo il passato di per sé sufficiente a garantire per il futuro, e spesso equivale a cercare l’ago nel pagliaio. In parte oggi e sempre più nell’immediato futuro gli investimenti a replica passiva cresceranno, che siano Etf o fondi low cost; alcune grandi case di gestione internazionali li stanno mettendo a disposizione nella consapevolezza che fare meglio degli indici è complicato e, causa le novità normative, i costi sostenuti per provarci devono essere resi noti ai clienti, insieme ai risultati”.

I risultati della ricerca di S&P Dow Jones Indice