Riforma pensioni: quota 100 verso lo stop anticipato di un anno

10 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

“Abbiamo avuto circa 170mila domande di quota 100 per pensionamento anticipato e questo vuol dire circa la metà rispetto a quanto previsto in sede di relazione tecnica, circa 290mila”. Così il presidente dell’Inps Pasquale Tridico come riporta l’Ansa commentando gli ultimi dati sull’anticipo pensionistico introdotto dal precedente governo giallo-verde.

Soddisfatti di Quota 100? Sì, se vuol dire ad esempio che non è esplosiva per conti pubblici (…) Il risparmio avverrà probabilmente anche per il prossimo anno: c’è un ‘tiraggio’ inferiore rispetto agli otto miliardi in previsione, se ne risparmieranno probabilmente quattro (…) Quota 100 penso che nel triennio debba essere mantenuta perché sta dando una maggiore flessibilità in uscita a persone che erano state un po’ intrappolate dalla precedente riforma.
È un’opzione in più data a persone che hanno avuto una carriera difficile e un percorso più faticoso e decidono di andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi oppure a 64 anni. In realtà la media delle persone pensionate con Quota 100 non è 62 ma 64-65, cioè 38 anni si raggiungono con 64 anni di età”.

Mentre il numero uno dell’Inps sosteneva che quota 100 dovesse essere mantenuta per tutte e tre gli anni di sperimentazione prevista, nella maggioranza, in vista della manovra di ottobre, proseguono le valutazioni su un possibile restyling come riporta Il Sole 24 Ore. Nel suo discorso per la fiducia alla Camera, il premier Giuseppe Conte ha confermato la continuità del reddito di cittadinanza non menzionando quota 100, mentre salgono le chance di uno stop anticipato di un anno (a fine 2020) della sperimentazione triennale prevista dalla legge di Bilancio gialloverde.