Riforma fiscale entra nel vivo: bonus 100 euro e taglio Irpef

5 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

È pronto ad entrare nel vivo il dibattito tra governo, Parlamento e parti sociali sulla riforma fiscale. Quello che è certo ad oggi è che  la legge di Bilancio ha indicato i paletti entro i quali ci si muoverà, ovvero  8 miliardi di dote, per il taglio Irpef, con l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive, e Irap. Una cifra inferiore ai  10/11 miliardi delle diverse ipotesi ed esercitazioni sono state fatte nei mesi scorsi.

Su come sarà la riforma fiscale, ad oggi ci sono poche certezze. Ma solo indizi. Se si tiene conto che occorrono dai 5 ai 6 miliardi solo per mantenere – pur riassorbendolo nella riduzione delle aliquote – il trattamento integrativo di 100 euro che il Governo Conte ha esteso fino ai redditi Irpef di 40.000 euro (tanto venne stanziato dal precedente Governo) è chiaro che i margini del plafond si assottigliano verso i 2/3 miliardi. Una cifra che – nelle intenzioni del Governo deve essere sufficiente anche a ridurre l’Irap. Una parte di risorse può essere recuperato dalla “revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente”.

Riforma fiscale: quante tasse si risparmiano

Sul fronte Irpef, due simulazioni sugli effetti di un intervento da due punti, elaborate da Consulenti del Lavoro e Fondazione Ungdcec, e riprese dalla Repubblica,  arrivano alle stesse conclusioni, che puntano a un taglio dell’aliquota sullo scaglione sopra i 28mila e fino a 55mila euro.

Nell’ipotesi di una sforbiciata secca dal 38 al 36% dell’aliquota, il vantaggio in soldoni sarebbe di 340 euro annui per chi sta nel mezzo dello scaglione per chi ha un reddito di 45mila euro, mentre il beneficio salirebbe a 540 euro per chi ne guadagna 75 mila. I redditi più alti, infatti, godrebbero a pieno della riduzione per quella parte che rientra nello scaglione tra 28 e 55mila euro.

Resterebbe a bocca asciutta chi invece si colloca sotto la soglia della fascia beneficiata, ovvero il percettore di 25mila euro. Si tratta, ovviamente, di conteggi che non tengono conto delle innumerevoli variabili che potrebbero muoversi e incidere sulla busta paga.

Sul tavolo però c’è anche la “revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo” ovvero del bonus di 100 euro in busta paga.

Una delle opzioni è riassorbire il bonus nel sistema delle aliquote attuali nell’ottica di una semplificazione del sistema fiscale. Altra ipotesi emersa negli ultimi giorni è quella di alzare la soglia del beneficio da 100 a 120 euro, continuando a puntare dunque sulla formula del bonus.