Ricerca di Oxford: Trump più psicopatico di Hitler

24 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Quanti sono seriamente preoccupati che Donald Trump possa insediarsi nello Studio ovale, da oggi hanno una ragione in più: secondo uno studio psicologico condotto dal dottor Kevin Dutton della Oxford University il candidato repubblicano avrebbe tratti personali tali da renderlo più psicopatico di Adolf Hitler. Utilizzando una scala standard per l’analisi psicometrica, la Psychopathic Personality Inventory – Revised (PPI-R), Trump totalizza 171 punti contro i 169 di Hitler; nell’ingloriosa classifica svetta, poi, l’ex rais Saddam Hussein con 189. Ma nel 20% più alto della lista si trova anche la rivale di Trump, Hillary Clinton, con uno score di 152. La scala su cui si fondano questi punteggi assembla otto tratti che formano la personalità psicopatica: l’impavidità, la freddezza emozionale, la mancanza di empatia, l’egocentricità, la spietatezza, la sicurezza in se stessi, il carisma e la disonestà.

Non tutte le caratteristiche dello “psicopatico”, così indicate, sono da considerarsi negative: “La mancanza di paura o l’immunità allo stress possono essere positive” spiega l’autore della ricerca al Telegraph, “ma l’esternalizzazione delle accuse”, ossia la tendenza a cercare sempre nemici esterni, “o il non essere preoccupati al futuro, sono più probabilmente negative”. Avere il “cuore gelido” ad esempio “può contribuire sia alla buona sia alla cattiva leadership”. Tanto che, per dirne un’altra, anche Margaret Thatcher vanta un ragguardevole 136.

Nel caso di Trump il mix di caratteristiche su cui sovrasta Hitler sono l’influenza sociale e l’impavidità, mentre il Führer, “batte” il magnate americano in quanto a egocentricità machiavellica e freddezza emozionale.“Tanto i grandi quanto i terribili leader segnano punteggi superiori alla generalità della popolazione in quanto a tratti psicopatici, ma è la miscela di queste caratteristiche che determina la loro sorte”, spiega Dutton.

Insomma, non è comunque la quantità delle caratteristiche “dubbie” a rendere potenzialmente pericolosa una guida politica, ma, come spesso accade per ogni talento, l’uso che se ne fa.