Ricalcolo pensione: cosa fare quando l’Inps chiede indietro soldi

5 Febbraio 2021, di Alessandra Caparello

Può capitare, e purtroppo non di rado, che si riceva a casa una raccomandata inviata dall’Inps che, per un ricalcolo della pensione, chieda la restituzione di quanto percepito.
Di che cifre parliamo? Gli errori sui calcoli della pensione hanno portato a richiedere la restituzione di somme da un minimo di 1.100 euro ad un massimo di 30.000 euro.

Ricalcolo pensione: cosa fare

Per legge l’Istituto nazionale di previdenza sociale non può chiedere indietro le somme se l’errore è suo. Così, in altre parole, se si riceve una cifra maggiore del dovuto per un errore dell’istituto, non c’è da preoccuparsi.
La restituzione ha luogo solo nel caso in cui sia il pensionato a commettere “dolo” magari con qualche dichiarazione falsa.

Il Giornale racconta di un caso emblematico in cui ad un cittadino era stato chiesto per il periodo dal 01.08.2015 al 31.08.2020 la restituzione di circa 30mila, 29.231,30 per l’esattezza, per un “ricalcolo pensione” e per tal motivo, l’Inps ha preannunciato la restituzione di tale somma attraverso la richiesta di pagamento della stessa.
Presentato ricorso tramite l’avvocato Celeste Collovati di Dirittissimo , questi sottolinea come:

L’errore imputabile all’Ente, il quale in questi casi è tenuto ad annullare il debito e non può richiedere la restituzione di importi già versati, in quanto non si configura “dolo” (in senso di omessa informazione del pensionato all’Ente) dato che L’Inps infatti era già a conoscenza di tutti i redditi del cittadino e l’anomalia è evidenziabile nel montante contributivo, palesemente errato, utilizzato per il calcolo. Trattasi di errore materiale imputabile esclusivamente all’Inps”.

In ogni caso, a prescindere dall’entità delle somme richieste indietro dall’Inps, la cosa importante è farsi assistere da un esperto in materia previdenziale.