Rialzo tassi, come evitare il panic selling

4 Agosto 2022, di Alessandra Caparello

Le economie avanzate e quelle emergenti si trovano in una sorta di “tempesta perfetta” in cui, da un lato viene eroso il reddito disponibile dei consumatori, dall’altro, le banche centrali effettuano dei rialzi dei tassi per ridurre la quantità di moneta in circolazione.

E’ l’inflazione il grande problema, arrivata a livelli record a cui non si assisteva da oltre 20 anni. Due i fattori che hanno dato origine agli attuali livelli di inflazione: da una parte le pressioni sui prezzi delle commodity causate dalla ripresa repentina delle attività economiche e sociali dopo le chiusure del periodo Covid e dalla crisi russo-ucraina, che ha esasperato le dinamiche inflattive, dal momento che entrambi i Paesi coinvolti nelle ostilità sono importanti esportatori sia di energia (soprattutto la Russia, che possiede petrolio e gas naturale) che di materie prime alimentari (l’Ucraina è uno dei maggiori esportatori al mondo di grano; il secondo lo sbilanciamento nell’offerta globale di beni e servizi. Dopo le riaperture post-pandemia, l’intenso traffico merci a livello globale e i lockdown hanno reso difficile il ritorno a livelli normali di produzione, favorendo la creazione dei cosiddetti “colli di bottiglia” nelle catene produttive, con un’ulteriore pressione rialzista sui prezzi di beni e servizi.

All’inflazione oggi si aggiunge il rialzo dei tassi delle banche centrali. Le banche centrali hanno cominciato ad alzare i tassi di interesse e a drenare progressivamente liquidità dal sistema attraverso il quantitative tightening (in controtendenza rispetto al regime di quantitative easing osservato dal 2015 ad oggi), che può rappresentare una misura “aggiuntiva” volta ad accelerare il processo di “raffreddamento” dell’economia. Alzare i tassi di interesse significa infatti rendere più costoso l’indebitamento e quindi scoraggiarlo, determinando come conseguenza diretta il rallentamento dell’economia e la discesa dei prezzi.

I mercati finanziari sono molto sensibili a questo tipo di movimenti: un contesto di decelerazione economica riduce le possibilità di fare investimenti profittevoli, scoraggiando gli investitori e il loro impiego di risorse finanziarie; ciò si riflette in un calo delle valutazioni dei titoli sia azionari che obbligazionari, sia governativi che privati. Occorre ricordare, però, come le oscillazioni siano una caratteristica intrinseca dei mercati finanziari, con i bear market che rappresentano quelle fasi di discesa superiore al 20% che durano per un arco di tempo sostenuto (solitamente dai due mesi in poi) e i bull market che rappresentano le fasi di crescita prolungata e costante dei mercati, che conducono a un rialzo uguale o superiore al 20% del prezzo delle azioni. La Storia insegna che queste fasi si sono sempre alternate ciclicamente negli anni: ad ogni caduta il mercato si è sempre rialzato.

Come evitare il panic selling

Lo scoglio principale da superare in quanto investitori è quindi quello di controllare la propria emotività di fronte a oscillazioni negative. I tempi di recupero, infatti, dipendono anche del comportamento che si sceglie di adottare. Gli esperti di Gimme5, soluzione digitale di AcomeA che permette di accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in fondi comuni, spiega perché evitare il panic selling, ossia quel fenomeno che si verifica sui mercati finanziari per cui gli investitori vendono tutto per una paura ingiustificata. I comportamenti che potrebbero essere adottati sono sostanzialmente tre:

  1. disinvestire in una fase di discesa, cristallizzando una perdita difficilmente recuperabile;
  2. mantenere il denaro già investito senza integrarlo con ulteriori investimenti;
  3. non limitarsi a mantenere il denaro investito ma aggiungere ulteriori somme.

Solo in quest’ultimo caso, dice Gimme5, si ha la possibilità di acquistare “a sconto”, ovvero aggiudicarsi titoli o quote di fondi a un prezzo inferiore a quello solito, proprio come avviene durante i saldi, fornendo all’investimento maggiore forza di recupero. In sostanza, quando si verificano fasi di discesa sui mercati, è fondamentale tenere a mente il proprio obiettivo di risparmio e continuare con costanza ad avanzare nel proprio percorso.