Report: più di un quarto delle banche europee è a rischio

6 Settembre 2017, di Alberto Battaglia

Nonostante gli sforzi per rafforzarle, le banche europee che si trovano in “grave pericolo” sono aumentate, nel 2016, a livelli analoghi a quelli di tre anni prima. Lo rivela una ricerca della consultancy firm Bain, effettuato su 110 istituti europei, cui è stato assegnato un punteggio relativo alla solidità del bilancio e alla redditività. Se a fine 2015 le banche appartenenti alla categoria più a rischio erano 23 su 110, nel giro di un anno sono passate a quota 31; nel 2013 erano 35. Delle 31 banche scricchiolanti a fine 2016, 4 hanno chiuso i battenti perlomeno come entità a se stanti. E 11 sono italiane. Una rappresentazione grafica rivela in un colpo d’occhio che le banche tricolore, assieme a quelle portoghesi, e, in misura minore, a quelle greche, sono le più a rischio.

 

A risentire di un “modello di business debole” nonostante una migliore situazione sul fronte della solidità di bilancio sono le banche britanniche e tedesche. “Tutte le grosse banche tedesche cadono in questa categoria” si legge nel documento della Bain, “siccome la loro redditività ed efficienza giace allo stesso livello delle controparti greche”.

In merito al totale il 28% delle banche analizzate è considerata ad alto rischio (contro il 26% del 2013). “I dirigenti di molte di queste banche”, prosegue la consultancy, “sono stati carenti di visione integrata o sono stati in negazione in merito ai segni di allarme”. Sull’altro fronte, brillano invece gli istituti svedesi, danesi, olandesi e, forse un po’ a sorpresa, irlandesi. Nel complesso anche club dei “winners”, le banche più solide e redditive, sono cresciute in numero da 38 a 42.

Secondo quanto spiegato al Ft dall’autore, Joao Soares, “gli aumenti di capitale ordinati dalle autorità non sono stati sufficienti a far uscire le banche fuori dalla categoria più debole perché molte hanno ancora alti livelli di crediti deteriorati”.