Renzi, sicurezza e bonus 18enni subito senza ok Ue. Tensioni con Padoan

9 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Nel 2016 il deficit pubblico potrà essere incrementato fino al 2,4% del Pil contro l’attuale 2,2% previsto nel disegno di Legge di Stabilità e senza dover attendere il via libera da parte di Bruxelles. Sarebbe questo il modus operandi con cui il Premier Matteo Renzi potrebbe finanziare le ultime novità annunciate come il bonus da 500 euro per i 18enni, il piano per le periferie italiane e il pacchetto sicurezza, venuto alla ribalta in seguito agli attentati di Parigi e all’allarme terrorismo.

Ma il ministro dell’economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, avrebbe storto il naso all’idea, mostrando alcune perplessità e proponendo piuttosto di inserire nella manovra ancora in fase di approvazione, l’ennesima clausola di salvaguardia.  Parla di un Padoan “perplesso” un articolo de Il Fatto Quotidiano.

Il cammino previsto dal premier però non è molto semplice visto che il ddl è già al vaglio della Commissione bilancio alla Camera. Si dovrà quindi procedere in prima istanza all’invio di una relazione ad hoc per comunicare la variazione rispetto all’ultima nota di aggiornamento al DEF.

Scrive Il Fatto:

“Il ritocco non è da poco: si tratta di cambiare i saldi del ddl ora all’esame della commissione Bilancio della Camera. Occorrerà inviare al Parlamento una relazione ad hoc per comunicare la variazione rispetto all’ultima nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza e spiegare la scelta anche a Bruxelles, che quei saldi li ha ricevuti ormai due mesi fa e ha già rilevato che esiste un rischio di non conformità con il patto di Stabilità. Il fatto è che al premier non piace l’idea di dover spezzare in due tranche l’annunciato pacchetto sicurezza, finanziando la prima con 500 milioni entrati nelle casse dello Stato grazie alla voluntary disclosure e aspettando per la seconda il sì della Commissione Ue a ulteriore flessibilità per “circostanze eccezionali”. Così, stando a fonti di maggioranza, ha appunto deciso di coprire i 2 miliardi necessari (“uno in sicurezza, uno nell’identità culturale“) nello stesso modo in cui è già finanziata oltre metà della Stabilità: maggiore disavanzo dei conti pubblici.

Il pacchetto sicurezza è stato introdotto a seguito dei tragici attentati di Parigi dello scorso 13 novembre e in un primo momento, il ministro Padoan aveva affermato che si sarebbero orientate verso la sicurezza le risorse aggiuntive inizialmente chieste per risolvere l’emergenza profughi. Per questo inizialmente l’ipotesi era di dividere il pacchetto sicurezza in due tranche, la prima finanziata con i 500 milioni che sono entrati nelle casse erariali con la procedura della voluntary disclosure e la seconda parte, equivalente a 2 miliardi totali, sarebbe stato rimandato al via libera dell’Ue alla flessibilità che per l’emergenza migranti per il nostro paese è pari ad un ulteriore 0,2% in più, circa 3,3 miliardi.

Ora invece le cose potrebbero cambiare visto che l’orientamento del governo sarebbe quello di finanziare subito l’intero pacchetto sicurezza, aumentando il deficit dal 2,2% al 2,4% senza attendere l’ok da parte di Bruxelles.