Renzi agli industriali: “Ridurremo l’Ires al 24%”

10 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – La riduzione dell’Ires dal 27,5% al 24%, un punto sotto la Spagna, sarà uno dei prossimi interventi nelle legge di stabilità. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo oggi all’assemblea di Assolombarda, definendo la disposizione “un attestato di fiducia alle parti sociali”.

Ma non solo. Il governo intende anticipare una parte dei 900 milioni di euro sul Fondo di Garanzia per il credito alle piccole e medie imprese già quest’anno. “Bisogna dare un segnale concreto e ringrazio chi sta lavorando per risolvere le questioni del credito nel nostro Paese”, ha spiegato il premier.

Spazio anche ai temi del lavoro: “Sui contratti il presidente di Confindustria ci ha chiesto di non intervenire; va bene, noi ci siamo, diamo fiducia a chi si vuole mettere in gioco, ma fate presto” ha detto Renzi replicando – davanti al segretario della Cgil, Susanna Camusso – alla richiesta di Boccia di “non intervenire sui modelli contrattuali ma sulla detassazione dei premi di produzione per favorire lo scambio salari-produttività”.

Per Renzi cose fatte in questi due anni e mezzo di governo “non hanno risolto tutti i problemi ma hanno cambiato l’agenda dell’Italia”. Renzi ha quindi ricordato che in passato l’Italia era il Paese che cresceva meno, il luogo dove, ancora oggi, molti giovani vanno via e questo non deriva dalla scarsa qualità del mondo imprenditoriale, ma dalla capacità di governance istituzionale. “Credo che sia un momento molto importante per l’Italia, un momento cruciale. E non lo è per questioni elettorali. Serve uno sguardo carico di speranza e di ottimismo sul futuro”, ha affermato ancora il premier.

Nel progetto di rilancio dell’Italia, Milano viene vista come fulcro. “Milano ha un solo compito, prendere per mano l’Italia e portarla a vedere che il futuro non è quel luogo così denso di inquietudini, che pure ci sono, ma è la più grande speranza che possiamo avere. Non siamo soltanto un museo – sottolinea il premier – ma il più straordinario laboratorio di innovazione. Milano da questo punto di vista è città guida. E’ una città che ci ha insegnato, anche con Expo, ad accettare le sfide e a non scappare, a vivere di speranza e non di rassegnazione, a saper fare le cose, mentre gli altri sono buoni solo a chiacchierare”.