Regole più severe per le banche? L’ennesima menzogna

13 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La BRI, Banca dei Regolamenti Internazionali, ha appena comunicato i nuovi indicatori su indebitamento e liquidità che le banche europee, in conformità con quanto deciso dall’impianto normativo di Basilea 3, dovranno rispettare.

Il presidente della Bce Mario Draghi plaude all’iniziativa, affermando chee in questo modo gli istituti saranno “più resistenti che in passato agli shock finanziari”. Maggiore severità per le banche interessate, dunque? Una assunzione di maggiore responsabilità?

Macché: semmai, come spiega un articolo dell’Ft, è il contrario.

“A seguito di una feroce attività di lobby, “le autorità globali di regolamentazione hanno annacquato quelle regole controverse volte a ridurre la dipendenza delle banche verso i debiti“.

Di fatto, i cambiamenti “che sono stati annunciati a Basilea, Svizzera, rappresentano un sollievo per le grandi banche d’affari, che hanno temuto che sarebbero state costrette a raccogliere capitali extra per miliardi di euro. Le modifiche allentano i requisiti rischiesti per prodotti come derivati e accordi di Repo, che compongono gran parte dei loro bilanci”.

In poche parole: le regole sull’assunzione di debiti sono state allentate. Intervistato dal quotidiano britannico Daniel Davier, analista presso Exane BNP Paribas, ha affermato che il risultato “è una vittoria per il settore (bancario) più di quanto avessi immaginato”.

Un’altra fonte ha spiegato che l’effetto degli aggiustamenti potrebbe essere quello di richiedere alle banche globali di aumentare il valore medio del leverage ratio – parametro che misura la solidità finanziaria – dal 3,8% attuale a una soglia poco superiore al 4%.

E tra l’altro tale soglia non entrerebbe in vigore prima del 2018.

Il mercato ha subito premiato la lobby dei banchieri. Nelle contrattazioni della mattinata di oggi, con la riapertura dei mercati, Barclays si è confermata titolo migliore del listino londinese Ftse 100, balzando più del 3%. Gli investitori affermano che altre banche che escono vincitrici dall’annuncio di ieri sono Deutsche Bank, Ubs e Commerzbank.