Brexit frena il Regno Unito, sorpasso italiano dell’export negli Usa

18 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

Nei mesi della pandemia l’Italia ha esportato negli Stati Uniti più prodotti e servizi rispetto al Regno Unito, i cui legami commerciali con l’antico alleato d’Oltreoceano sono sempre stati assai forti. Non accadeva almeno dal 1980, data a partire dalla quale iniziano le serie storiche.

E’ quanto ha fatto notare il Financial Times in un’analisi relativa al periodo compreso fra aprile e ottobre 2020: mesi cruciali per il Covid-19, ma anche per i negoziati sul trattato commerciale fra Ue e Regno Unito, che ancora rimane in bilico prima che la Brexit si dispieghi anche agli effetti degli scambi di merci e servizi.

E’ bene chiarire subito che il risultato del confronto favorevole all’Italia dipende soprattutto dalla frenata subita dalle esportazioni del Regno Unito, che nel periodo preso in esame è stata ancora più marcata rispetto a quella della Penisola. Secondo i dati Istat nel solo mese di ottobre l’Italia ha visto una contrazione delle esportazioni verso gli Stati Uniti del 20,1%; e se si allarga lo sguardo ai primi 10 mesi dell’anno e al complesso del commercio extra-Ue le esportazioni italiane hanno subito un calo del 12,4%. Per il Regno Unito il colpo alle esportazioni è stato ancor più forte: -17% nell’arco dello stesso periodo.

Il peso dell’incertezza post-Brexit

Il punto sottolineato dal Financial Times è che, rispetto agli altri Paesi vicini, il commercio del Regno Unito con l’estero sta peggiorando in modo molto più severo. Un ruolo in questo fenomeno lo avrebbe avuto anche l’incertezza legata al dopo-Brexit:

 

“C’è chiaramente nervosismo nell’acquistare nel Regno Unito”, ha dichiarato Michael Gasiorek, professore di economia presso l’Università del Sussex e direttore dell’Osservatorio della politica commerciale del Regno Unito, definendosi “non sorpreso” dall’apprendere il declino negli scambi commerciali. Infatti, nei mercati dell’Ue “c’è qualche incentivo a non acquistare nel Regno Unito” data la mancanza di chiarezza sui prezzi e le normative una volta arrivati al termine del periodo di transizione-Brexit del 31 dicembre, ha affermato Gasiorek.