Reddito di cittadinanza sospeso per chi lavora: come potrebbe cambiare

17 Marzo 2021, di Alessandra Caparello

Mentre l’Inps comunica i dati sull’erogazione del reddito di cittadinanza, con il Decreto Sostegni in dirittura d’arrivo potrebbero cambiare alcuni connotati della misura voluta dal Movimento Cinque Stelle.

Nel mese di febbraio 2021 il numero di nuclei familiari che ha beneficiato del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza è stato di 1 milione, con 2,3 milioni di persone coinvolte ed un importo medio a nucleo pari a 564 euro.
La provincia di Napoli – comunica l’Inps – è quella che ha registrato in assoluto più nuclei beneficiari lo scorso mese (143mila, pari al 14% del totale, con un importo medio a nucleo di 655 euro), seguita da Roma (68mila, pari al 7% del totale e un importo medio di 538 euro) e Palermo (63mila, pari al 6% del totale e un importo medio di 656 euro).

Reddito di cittadinanza sospeso temporaneamente per chi lavora 

Il governo Draghi sta lavorando ad una modifica del Reddito di cittadinanza prevedendo che i percettori “potranno lavorare temporaneamente, sospendendo il beneficio del sussidio, senza subire la perdita o la riduzione dell’assegno”.
A spiegarlo la viceministra dell’Economia Laura Castelli, riprendendo quanto già anticipato dal ministro del Lavoro Orlando:

Il Decreto sostegni “potrebbe contenere una norma a cui sta lavorando il ministero del Lavoro che permetterebbe ai percettori del Reddito di lavorare temporaneamente, sospendendo il beneficio del Reddito di cittadinanza, senza subire la perdita o la riduzione dell’assegno. In tali casi l’assegno riprenderà a decorrere, in modo automatico, al termine dell’attività lavorativa”.

Il viceministro Castelli ha così indicato le direttrici su cui si muove il nuovo Decreto Sostegni, che impiegherà integralmente i 32 miliardi di risorse autorizzati con l’ultimo scostamento di bilancio.