Reddito di cittadinanza: oltre 800mila domande, molto meno del previsto

18 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Sono oltre 806mila le richieste per nucleo familiare arrivate all’INPS attraverso i modelli presentati alle Poste, ai CAF e online; di queste, oltre 433mila sono di donne, ovvero il 54% del dato totale. L’Istituto nazionale di previdenza sociale guidato da Pasquale Tridico il 10 aprile scorso forniva i numeri sulle richieste presentate.

Nel dettaglio il Reddito di Cittadinanza è distribuito su tutto il territorio nazionale: il 25% delle richieste è stato presentato nelle regioni del Nord, il 16% in quelle del Centro, il 37% al Sud e il 20% nelle Isole. Le prime due regioni sono Campania e Sicilia; il Lazio è la terza regione, seguita da Puglia e Lombardia, poi Calabria e Piemonte. Dalle tabelle emerge che i giovani usciti dalla famiglia d’origine che hanno presentato richiesta di accesso al beneficio fortemente voluto dai Cinque Stelle è attorno appena al 7%.

Negli annunci iniziali era stato dichiarato che il Reddito di cittadinanza avrebbe migliorato le condizioni di vita di circa il 70% dei poveri assoluti (dati Istat). Come spiega Dario Di Vico sul Corriere della Sera in un articolo in cui si fa il punto sul “perché ci sono meno richieste” per il reddito ai poveri, alla fine l’operazione che nel mese di marzo ha portato circa 800 mila cittadini “a presentarsi ai Caf o alle poste o inoltrare domanda” di sussidio “probabilmente ridimensionerà la cifra monstre di 5 milioni di poveri stimata dall’Istat“.

“La distanza con i 5 milioni di poveri è siderale” scrive Di Vico. Sui motivi per cui ci sono state meno domande del previsto di accesso al reddito, occorre considerare alcuni elementi. In primis il fatto che si sta parlando delle famiglie mobilitatesi nel solo primo mese di raccolta delle domande.

I Caf però hanno già calendarizzato per aprile 100 mila appuntamenti con altrettanti capofamiglia potenziali beneficiari. (…) Inoltre la trafila dei controlli previsti può aver spaventato dei potenziali beneficiari i cui redditi sono parte trasparenti e parte in neroTerzo avviso: per come è stato tagliato il provvedimento non rientrano tra i beneficiari alcuni segmenti, a cominciare da un discreto numero di immigrati che non risiedono in Italia da almeno 10 anni (80 mila secondo la stessa relazione tecnica).