Dichiarazioni false: reddito di cittadinanza osservato speciale

25 Gennaio 2019, di Alberto Battaglia

Uno dei requisiti fondamentali per accedere al reddito di cittadinanza è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, meglio noto come Isee.

Questo deve essere inferiore ai 9.360 euro. Nato per valutare la situazione economica complessiva, l’Isee è già alla base per l’accesso ad alcune agevolazioni, e come tale, i furbetti provano a truccarlo. Cambi di residenza e separazioni coniugali fittizie servono allo scopo: spezzare in componenti separate un nucleo famigliare abbassa la soglia del reddito Isee e consente l’accesso ai benefici. Il reddito di cittadinanza non sarebbe immune alla stessa pratica.

La stampa locale ligure ha messo in risalto come, nel corso del 2018, la città di Savona abbia visto un sospetto incremento dei cambi di residenza all’interno dello stesso Comune. Tre savonesi su cento, 1.839 soggetti, avrebbero cambiato indirizzo. Le verifiche hanno portato a scoprire che una volta su quattro nel nuovo indirizzo di residenza non si trova nessuno. Risultato: 150 segnalazioni alla Procura per sospetta falsa dichiarazione.

Il Blog delle Stelle, organo di comunicazione del M5s lo aveva scritto chiaramente: “Se all’interno di una famiglia la moglie dichiara un reddito di 1.000 euro all’anno e il marito dichiara 100.000, la moglie non riceve alcuna integrazione perché, nonostante il suo reddito individuale, l’Isee – che è familiare – è sicuramente sopra la soglia di 9.360 annui”. Una separazione coniugale di comodo potrebbe aggirare la situazione.

Il caso di Savona potrebbe non essere direttamente collegato con il nuovo reddito di cittadinanza (l’anno scorso non si conoscevano nel dettaglio le regole), ma questo fenomeno, se si ripeterà in futuro anche in altri Comuni non potrà che far drizzare le antenne degli uffici comunali. Va comunque aggiunto che nel 2016 a Savona i cambi di residenza interni alla città erano stati 1.500, con un centinaio di segnalazioni per sospette irregolarità, ha scritto il Secolo XIX. Nel 2018, dunque l’incremento è stato superiore al 22%.

Per il momento la Consulta dei Caf, i centri d’assistenza fiscale, hanno confermato che il tema dei cambi di residenza ha già sollevato una certa attenzione: “Sono per ora arrivate molte richieste di chiarimento sulle procedure [del reddito di cittadinanza], anche sui cambi di residenza e sugli effetti di divorzi e separazioni”, ha riportato il Corriere della Sera.