Nel 2024, il settore assicurativo italiano si è trovato ad affrontare sfide importanti, tra cui un aumento delle segnalazioni, eventi climatici estremi e l’introduzione di nuove regole. A fotografare la situazione è la Relazione annuale dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che offre uno sguardo dettagliato sul mercato, l’evoluzione normativa e le attività di vigilanza condotte dall’Istituto.
Ivass: crescono le segnalazioni di truffe nel settore assicurativo
Nel 2024, l’Autorithy guidata da Luigi Federico Signorini ha ricevuto un numero crescente di segnalazioni riguardanti comportamenti scorretti nel settore assicurativo. Le principali problematiche hanno riguardato mancati premi all’impresa di assicurazione, appropriazioni o operazioni indebite su polizze vita e contraffazione di documentazione assicurativa.
Le comunicazioni, arrivate da consumatori, compagnie e intermediari, sono aumentate del 18% rispetto al 2023, a testimonianza di una maggiore attenzione da parte degli attori coinvolti e di un sistema che deve ancora rafforzare i propri meccanismi di tutela.
Controlli su polizze vita, Rc auto ed eventi climatici
L’attività di controllo dell’Ivass si è concentrata su vari ambiti: in particolare, sulle assicurazioni legate ad eventi naturali estremi, sulle polizze vita dormienti e sulle coperture Rc auto.
Nella relazione si sottolinea un impegno crescente dell’Istituto per garantire trasparenza, correttezza e tempestività nella gestione dei reclami, soprattutto in aree colpite da calamità naturali, dove i processi liquidativi possono risultare complessi.
Nel suo intervento, il presidente dell’Ivass Luigi Federico Signorini ha messo in evidenza i rischi sistemici che derivano dall’attuale clima economico:
L’incertezza economica e finanziaria si trasmette al settore assicurativo principalmente in due modi. In primo luogo essa accresce la varietà e la dimensione dei rischi assicurativi. In secondo luogo, essa incide sui rischi finanziari che il sistema assicurativo assume nella veste di investitore delle risorse provenienti dai premi.
Rc auto: Italia tra i Paesi più cari d’Europa
Nel 2023, l’Italia è risultata tra i Paesi europei con i premi Rc auto più elevati. Il premio medio annuo è stato di 286 euro, secondo solo al Regno Unito con 381 euro. Molto più bassi i valori registrati in Spagna e Francia (186 euro).
Il differenziale tra il premio medio pagato in Italia e quello degli altri Paesi europei si è tuttavia ridotto dal 2012, e nel 2023 si è quasi dimezzato rispetto all’anno precedente, soprattutto a causa dell’aumento dei premi nel Regno Unito.
Andando nel dettaglio dei dati resi noti dall’Ivass emerge come nel 2024, il settore assicurativo italiano ha registrato una solida espansione nella raccolta premi del ramo danni. Secondo quanto riportato dall’Ivass, la raccolta complessiva ha toccato i 40,9 miliardi di euro, segnando un aumento del 7,5% rispetto all’anno precedente.
La composizione del mercato: auto, property, salute e r.c. generale
Il comparto auto si conferma dominante, rappresentando il 42,8% del totale dei premi raccolti. Seguono il ramo property con il 20,4%, quello salute con il 19,6% e infine la responsabilità civile generale con il 10,2%.
La crescita ha interessato sia il ramo auto, salito dell’8,3%, sia quello non auto, che ha fatto segnare un +6,8%. Questo andamento positivo è proseguito anche nel primo trimestre del 2025, con una raccolta pari a 10,8 miliardi di euro, in aumento dell’8,5% rispetto al +7,8% registrato nello stesso periodo del 2024.
Canali distributivi: dominano le agenzie
Per quanto riguarda i canali di vendita, le agenzie si confermano lo strumento principale di distribuzione, veicolando il 77,1% della raccolta. Seguono i broker con il 10,4%, i consulenti finanziari e sportelli bancari/postali con il 9,8%, mentre la vendita diretta rappresenta appena il 2,7% del totale.
Rc auto: premi in crescita ma prezzi in lieve calo nel 2025
Il settore della responsabilità civile auto ha generato premi per quasi 13 miliardi di euro, con una crescita del 6,5% rispetto al 2023. Nonostante un saldo tecnico negativo, il ramo ha chiuso con un risultato economico positivo di 0,4 miliardi di euro, sostenuto dai rendimenti da investimenti.
Nella seconda parte del 2024, la dinamica dei prezzi ha mostrato segnali di rallentamento e, nel primo trimestre del 2025, si è registrato un calo dell’1,7% rispetto al trimestre precedente.
CatNat: obbligo assicurativo contro le calamità naturali
Introdotto dalla legge di bilancio 2024 e chiarito nei mesi successivi, l’obbligo prevede che le imprese italiane stipulino coperture assicurative contro calamità naturali.
Abbiamo più volte argomentato – ha osservato Signorini – che una combinazione tra coperture di mercato e interventi pubblici di regolazione e di garanzia è auspicabile in un settore come quello delle calamità naturali, eventi rari, non facili da prevedere con modelli statistici, e potenzialmente disastrosi per l’impatto economico e sociale.
Secondo Ivass, questo nuovo quadro normativo potrà favorire una gestione più efficace dei rischi e un ristoro tempestivo dei danni in caso di eventi estremi.
Arbitro assicurativo: al via il nuovo strumento di tutela
Una delle principali novità annunciate nella relazione è l’imminente avvio dell’Arbitro assicurativo.
A novembre dell’anno scorso è stato emanato il regolamento interministeriale attuativo della norma primaria» ha spiegato Signorini. «Il campo assicurativo è peculiare per aspetti importanti: non solo per la natura e per l’ampia varietà delle potenziali controversie, ma anche per la molteplicità degli attori che possono essere chiamati in causa e per la scommessa di affidare all’Arbitro anche valutazioni economiche, formulate secondo equità, di piccole controversie sui danni.
Signorini ha però evidenziato anche le sfide legate a questa novità:
Non ci nascondiamo le potenziali difficoltà: i numeri dei ricorsi potranno essere elevati e le prassi sono tutte da costruire. Le pronunce dell’Arbitro non avranno forza cogente; la loro attuazione dipende dagli operatori interessati, e l’unica sanzione per la mancata ottemperanza è la perdita di reputazione.