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L’Italia torna a scalare la pagella dei mercati: lo scorso 19 settembre, Fitch ha alzato il rating sovrano da BBB a BBB+ con outlook stabile. Si tratta del primo upgrade firmato dall’agenzia americana dal 2021 e segue quello annunciato da S&P Global Ratings ad aprile. Le prossime date importanti per i rating dell’Italia sono:
- 10 ottobre 2025: valutazione di S&P Global (attualmente BBB+ con outlook stabile)
- 17 ottobre 2025: decisione di DBRS Morningstar (BBB alto con outlook positivo)
- 31 ottobre 2025: revisione di Scope Ratings (BBB+ con outlook stabile)
- 21 novembre 2025: decisione di Moody’s (Baa3 con outlook positivo)
Questi appuntamenti completano il ciclo autunnale delle principali agenzie di rating sull’Italia per il 2025, che segue l’upgrade di Fitch.
Debito elevato ma in correzione
Ma torniamo alla revisione al rialzo del rating sovrano da parte di Fitch. La promozione arriva nonostante un rapporto debito/Pil ancora molto alto, stimato al 135,3% nel 2024 con un temporaneo aumento al 137,5% nel 2026 per effetto degli aggiustamenti legati al Superbonus. Ma Fitch prevede che dal 2027 torni a diminuire di circa un punto percentuale l’anno. Un percorso favorito da un consolidamento di bilancio graduale ma costante: il deficit è sceso al 3,4% del Pil nel 2024 e punta al 3,1% nel 2025, con l’obiettivo di ridursi sotto la soglia del 3% che consentirebbe all’Italia di uscire dalla procedura europea per disavanzi eccessivi.
Secondo il report, l’upgrade si fonda su quattro elementi principali: il miglioramento della finanza pubblica; la stabilità politica che dà credibilità agli impegni di bilancio; il consolidamento del deficit e il graduale calo del rapporto debito/Pil nel medio termine; il sostegno del Next Generation EU e del Pnrr agli investimenti e alle prospettive strutturali.
Fitch sottolinea inoltre come il nuovo piano di bilancio strutturale a medio termine (MTSFP), della durata di sette anni, costituisca un ancoraggio credibile: l’avanzo primario dovrebbe crescere dallo 0,7% del Pil previsto per quest’anno fino al 2,4% nel 2029.
Crescita moderata, trainata dalla domanda interna
Contenute ma stabilimle prospettive di crescita. Fitch prevede +0,6% nel 2025 e una media dello 0,8% nel biennio 2026-2027. Sarà la domanda interna, soprattutto gli investimenti, a sostenere l’economia, compensando la debolezza del commercio estero. Positivi anche i dati sul lavoro: la disoccupazione in Italia è scesa sotto la media dell’eurozona, mentre la maggiore partecipazione al mercato sostiene i redditi familiari e quindi i consumi.
Un ruolo centrale è affidato al Piano di ripresa e resilienza. Dopo un avvio lento, negli ultimi mesi la spesa effettiva ha superato i 3 miliardi al mese e dovrebbe accelerare nel 2026, ultimo anno utile. Fitch intravede rischi legati alla capacità di assorbimento dei fondi, ma riconosce i progressi compiuti e la funzione di stimolo alla crescita di lungo periodo.
Fitch e il contesto europeo: Italia controcorrente
L’upgrade italiano arriva a pochi giorni dal downgrade della Francia (da AA- ad A+), replicato anche da Dbrs. Una divergenza che sottolinea come Roma stia navigando in controtendenza rispetto ad altri grandi Paesi dell’area euro. Il debito italiano resta superiore alla media dei Paesi con rating analogo, ma la traiettoria di riduzione è più favorevole.
Cosa significa per gli investitori
Il miglioramento del rating non è un dettaglio tecnico: incide direttamente sulla percezione di affidabilità del Paese e sul costo di finanziamento. Un’Italia finanziariamente più solida può collocare titoli a interessi più bassi, con benefici per lo Stato e per le imprese che si finanziano sui mercati. Per gli investitori, la promozione rappresenta un segnale di fiducia. E la domanda dei BTp, che continua a mostrarsi sostenuta offre la conferma più immediata. Dopo quello di S&P in aprile e quello di Fitch ora, si aggiungono i miglioramenti di outlook da parte di Moody’s (Baa3, in attesa di revisione il 21 novembre) e di Dbrs (BBB(high)).