Rapporto governativo denuncia impatto “drammatico” del cambiamento climatico negli Usa

8 Agosto 2017, di Livia Liberatore

Le temperature medie negli Stati Uniti sono aumentate “rapidamente e drasticamente” dal 1980 e gli ultimi decenni sono stati i più caldi da 1500 anni a questa parte. Lo scrive il rapporto federale preliminare, preparato da 13 agenzie, che deve essere approvato dall’amministrazione del presidente Usa Donald Trump. Il New York Times pubblica la bozza del documento ed esprime preoccupazione sulla possibilità che Trump censuri i risultati, che mostrano l’impatto drammatico del cambiamento climatico negli Usa.

“Quanto il clima cambierà ancora in futuro”, si legge nel rapporto, “dipenderà dai livelli delle emissioni inquinanti“. Il report contraddice le affermazioni di Donald Trump, che a giugno ha confermato l’uscita degli Stati Uniti dagli accordi sul clima di Parigi, che ritiene che il contributo umano al cambiamento climatico sia incerto e difficilmente misurabile.

Ma secondo le 13 agenzie, “le prove dell’impatto del cambiamento climatico sono abbondanti dall’alto dell’atmosfera alla profondità degli oceani”. Ci sono molte evidenze del fatto che le attività umane, in particolare le emissioni di gas serra, sono i responsabili principali dei cambiamenti climatici osservati. L’innalzamento delle temperature negli ultimi sessant’anni, secondo gli studiosi autori del rapporto, è dovuto all’azione dell’uomo.

Dal 1880 al 2015 le temperature sono aumentate di 1,6 gradi Fahrenheit (0,9 gradi centigradi) e, anche se le emissioni cessassero in questo momento, il mondo continuerebbe a sperimentare ulteriori 0,50 gradi Fahrenheit di riscaldamento in questo secolo rispetto ad oggi. Senza un calo delle emissioni, si attendono ondate di caldo più lunghe, temporali intensi e una rapida disintegrazione della barriera corallina.