R&S: DOV’E’ IL CREDITO D’IMPOSTA?

27 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 27 set – “Nella Finanziaria 2007, il governo Prodi ha introdotto un incentivo fiscale sotto forma di credito d’imposta per le imprese che investono in ricerca e sviluppo. Il bonus, però, finora non si è visto: lungaggini burocratiche ne hanno, infatti, impedito l’utilizzo”. Inizia così l’analisi che gli economisti Francesco Daveri e Amedeo Sacrestano pubblicano oggi sul sito “lavoce. info”. Convinti che “una politica di incentivi solo annunciati (e poi non resi operativi) produca risultati peggiori di una politica di zero incentivi” i due autori riassumo la situazione: “Il credito d’imposta – approvato a fine dicembre 2006 e a valere, in linea di principio, per i successivi tre esercizi d’imposta – non è ancora concretamente utilizzabile dalle imprese. Mancano, infatti, i decreti d’attuazione, previsti dal comma 283 della Finanziaria 2007. La loro elaborazione era demandata ai dicasteri dello Sviluppo e dell’Economia e, ad oggi, non si hanno notizie ufficiali sulla loro sorte. C’è chi dice che ancora non siano stati materialmente elaborati e chi, invece, sostiene che siano stati già mandati al vaglio dei tecnici della Commissione Europea per la necessaria autorizzazione. In tutto questo, l’opinione pubblica e gli operatori eventualmente interessati non hanno alcuna notizia sullo stato d’avanzamento del procedimento d’attuazione né possono conoscere il testo del decreto che, presumibilmente, il governo ha spedito a Bruxelles. Insomma, regna un’incertezza che non favorisce certo l’attività d’impresa”. Secondo Daveri e Sacrestano “probabilmente, il ritardo nell’approvazione dei regolamenti attuativi del bonus fiscale per R&S è dipeso, a sua volta, dall’estrema lentezza con la quale l’Italia ha notificato a Bruxelles la Carta italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale. Si tratta di una sorta di documento “quadro” di programmazione, i cui dettami devono obbligatoriamente seguire tutti i regimi d’aiuto che governi ed enti pubblici volessero implementare per il periodo 2007-2013. Verosimilmente, essendo decorsi i due mesi a disposizione della Commissione per l’approvazione della Carta, questa sarà stata approvata. Certamente, però, ad oggi non ve ne è notizia ufficiale. Se, come è da ritenere, il governo ha finito per notificare la legge sul credito d’imposta alla Commissione solo all’inizio di settembre, ci sarà ancora da aspettare per la piena operatività dell’intervento. Quanto tempo, non lo sappiamo”. Dopo aver ricordato che già nel 2003-04 con la Tecno-Tremonti erano emersi problemi simili, i due economisti suggeriscono due accorgimenti: “1. Già nella stesura della Finanziaria si potrebbe scrivere la relativa norma tenendo debitamente conto dei vincoli imposti dalle direttive comunitarie in materia. 2. Come già avvenne per il bonus investimenti della Finanziaria 2001, si potrebbe pensare a una pre-notifica a Bruxelles del provvedimento”.