Quarantena, il 40% degli italiani continua ad uscire almeno una volta al giorno. Centro più rispettoso delle regole

2 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Italiani bravi ma non bravissimi. Nonostante il regime di restrizioni, nei primi 15 giorni successivi all’applicazione delle restrizioni da Covid-19 (DPCM dell’11 marzo) il 40% abbondante dei cittadini italiani è in media uscito di casa in giornata per fare almeno uno spostamento. E questa percentuale non comprende quanti escono di casa solo per prendere un po’ d’aria, passeggiare o fare attività motoria.

Sono i dati riferiti da Isfort, Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti, attraverso lo studio “Audimob – Stili e comportamenti di mobilità degli italiani”, dal quale emerge che gli italiani hanno continuato a muoversi ogni giorno per lavoro o per ragioni di necessità.

In generale, diminuiscono molto gli spostamenti più lunghi, ma allo stesso tempo si riscopre il tragitto breve a piedi nel quartiere per fare la spesa o per altre necessità.

“Nei primi 15 giorni post-Dpcm – spiega Isfort – si è registrato un calo consistente del tasso di mobilità in senso stretto, che nella media nazionale si è quasi dimezzato scendendo dall’80% al 43%. In sostanza, il 37% in meno della popolazione ha effettuato in giornata spostamenti con mezzi motorizzati, in bicicletta o a piedi (in quest’ultimo caso solo se superiori ai 5 minuti)”

Il tasso di mobilità di prossimità, ovvero la quota di coloro che sono usciti di casa solo per tragitti a piedi molto brevi, è cresciuto invece dal 10% al 18%. È chiaro che una parte della popolazione ha sostituito spostamenti più “strutturati” (con mezzi motorizzati e superiori a 5 minuti) con tragitti molto brevi a piedi; sono quelli che non sono andati a lavorare o a scuola, ma hanno comunque effettuato piccoli spostamenti per necessità.

Tra gli aspetti che colpiscono nei dati dell’Isfort c’è una marcata differenza di comportamento nelle diverse regioni d’Italia.

In particolare si nota che le misure di contenimento sono state prese sul serio soprattutto dagli abitanti del Centro Italia dove soltanto un cittadino su tre (il 33%) si muove per tragitti non brevi, mentre nel resto d’Italia gli abitanti che continuano a spostarsi sono quasi la metà (per la precisione il 46% nel Nord Ovest, il 45% nel Nord Est, il 46% nel Sud e nelle Isole).

Si registrano comportamenti differenziati anche rispetto all’età. Il crollo del tasso di mobilità è stato evidente tra gli over 65, dove si è praticamente abbattuto dei tre quarti: nel corso di queste prime giornate di vigenza delle restrizioni alla mobilità meno del 15% dei cittadini di età 65-80 anni ha fatto almeno uno spostamento con mezzi motorizzati o a piedi superiori ai 5 minuti.

La riduzione del tasso di mobilità è stato, inoltre, più che dimezzato, tra giovani e giovanissimi, dove è evidente l’impatto della chiusura delle scuole.