Quantitative Easing: chi dà i soldi alla BCE?

30 Giugno 2020, di Mariangela Tessa

Quantitative Easing, più semplicemente QE, significa letteralmente ‘alleggerimento quantitativo’. È il metodo con cui una banca centrale crea moneta e la immette nel sistema economico finanziario, il tutto con lo scopo di veicolare la fiducia degli operatori e promuovere la liquidità e i prestiti.

Quando si verificano momenti di recessione economica le banche centrali possono puntare su tutto un ventaglio di politiche economiche che vanno dall’austerity al Quantitative Easing. 

Un esempio per tutti: per affrontare la crisi del 2007 la BCE ha dapprima vagliato misure di rafforzamento della valuta ponendo vincoli di bilancio molto stringenti e, successivamente, dal 2015 ha foraggiato il sistema economico introducendo nuova moneta liquida.

Le banche centrali hanno diversi strumenti a disposizione per ‘creare denaro’, vediamo alcune delle strategie di politica monetaria più diffuse:

  • acquisto di titoli di Stato,
  • acquisto di obbligazioni sul mercato
  • eliminazione dei “titoli tossici” mediante il loro acquisto,
  • tassi di interesse negativi sul prestito

Tutte queste misure sono molto aggressive perché favoriscono la svalutazione della moneta attraverso l’aumento dell’inflazione. Ma il vantaggio con questo tipo di operazione è che ci sia più liquidità all’interno del sistema economico: oltre a beneficiarne le banche, ne beneficia in maniera indiretta anche l’intera economia.

Quindi si tratta di un sistema di politica monetaria di tipo espansiva, per molti economisti è addirittura da considerare ultra-espansiva, e si tratta di un metodo applicato, con diverse modalità, in più parti del mondo, come Giappone, USA e, come abbiamo visto, anche in Europa. Nei piani di quantitative easing decisi dalla Bce gli acquisti dei titoli di Stato vengono acquistati sul mercato secondario dalle banche centrali delle singole nazioni, per l’Italia dalla Banca d’Italia.

Come funziona il QE

Attraverso lo strumento del QE, le banche centrali mettono in moto un sistema circolare il cui obiettivo finale è quello di sostenere l’economia nella fasi di difficoltà. Ecco come funziona in sintesi:

  • La banca centrale crea nuova moneta. Che poi sia creazione di moneta reale o solo come iscrizione contabile nei bilanci della Banca Centrale, le cose non cambiano.
  • la moneta viene usata dalla banca centrale per l’acquisto di titoli;
  • il prezzo dei titoli aumenta il loro rendimento scende;
  • si crea moneta nel sistema bancario;
  • di conseguenza, molti tassi di interesse diminuiscono e i prestiti diventano meno costosi;
  • i cittadini e le imprese possono contrarre più prestiti e spendere meno per rimborsare i propri debiti;
  • l’effetto che ne deriva è una ripresa dei consumi e degli investimenti;
  • l’incremento dei consumi e degli investimenti sostiene la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.