Quando gli 007 Usa cercarono di uccidere Ahmadinejad

21 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Festeggia oggi il Capodanno persiano e non ricambia gli auguri di Buon Anno del “nemico” americano. Il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, li ignora perché é convinto di aver ormai vinto la sfida delle sanzioni internazionali contro il suo programma nucleare sospettato di nascondere scopi militari.

Eppure nel settembre 2006, durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente degli Stati Uniti di allora, George W. Bush ricevette un documento riservato dell’Intelligence che avrebbe potuto contenere un annuncio agghiacciante.

Era composto da solo tre lunghe frasi. Ma erano abbastanza per spaventare a morte la Casa Bianca. Secondo un funzionario quel documento esordiva segnalando che “un agente dei servizi segreti americani, in un incidente, aveva scaricato il suo fucile da caccia contro il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad mentre stava lasciando l’Hotel InterContinental”.

A quei tempi l’amministrazione Bush stava pensando a come meglio affrontare il programma di armi nucleari che l’Iran stava costruendo. Ma quell’azione isolata, se fosse riuscita, avrebbe potuto avere un effetto devastante sulle relazioni fra i due Paesi.

Tutti erano sicuri che Ahmadinejad avrebbe rivelato l’incidente all’intero apparato delle Nazioni Unite. “Avrebbe potuto sostenere che gli Stati Uniti avevano cercato di assassinarlo e quindi stravolgere tutta la conferenza”, ricorda ancora il funzionario. Invece non è mai filtrato nulla in merito. Da allora però diversi consiglieri della Casa Bianca hanno iniziato a guardare il presidente iraniano sotto una luce diversa.

Ma altri mettono in guardia che quella sia stata semplicemente la prova che l’Iran stava agendo in maniera strategica per centrare il suo obiettivo, e quindi con molta cautela.