Province, la Consulta boccia riforma abolizione

4 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province del decreto Salva Italia e il loro riordino, che ne prevede la riduzione, secondo i principi di estensione e popolazione.

I giudici della Consulta hanno affermato che la riforma non è una materia da disciplinare con decreto legge.

Esulta l’Unione delle Province italiane: la sentenza “ristabilisce il valore della Costituzione: non si fanno le riforme istituzionali per decreto”, ha detto trionfante il presidente Antonio Saitta. Dunque, continua, “per riformare il Paese si deve agire con il pieno concerto di tutte le istituzioni, rispettando il dettato costituzionale. Non si puo’ pensare di utilizzare motivazioni economiche, del tutto inconsistenti, per mettere mani su pezzi del sistema istituzionale del Paese”.

Già nella giornata di ieri erano emersi i sospetti sul fatto che la promessa dell’abolizione delle province, si stava strasformando in una clamorosa beffa.

Tre esponenti della”commissione per le Riforme costituzionali” – che ha tra gli obiettivi quello di ridurre le spese che gravano sui conti abolendo alcune province – avevano infatti fatto dietrofront, confermando il trionfo delle lobby e interessi privati.