Giornata di recupero per FCA. Analisti prudenti sul titolo

26 Luglio 2018, di Mariangela Tessa

Giornata di recupero per il titolo FCA, dopo lo scivolone di ieri (-15,5%), giorno in cui l’azienda ha annunciato i conti del primo semestre e giorno della notizia del decesso di Sergio Marchionne, il manager che in quattordici anni ha guidato la casa auto, azzerando i debiti del gruppo che nel 2004 era sul punto di fallire.  Cnh Industrial ha chiuso con un progresso del 10,63% a 9,93 euro, e un massimo toccato a 9,98 euro, mettendo a segno la migliore performance del Ftse Mib (+1,4%). Gli acquisti hanno premiato anche Fca, salita del 3,5% a 14,48 euro, dopo il tonfo della vigilia, quando ha perso il 15,5%, con Exor (+3,88 a 55,74 euro) e Ferrari (+2,50% a 114,7 euro).

Ieri il nuovo amministratore delegato, Michael Manley, ha confermato un secondo trimestre difficile. Da qui la decisione di ritoccare al ribasso le stime per fine anno.

Secondo gli ultimi calcoli, il fatturato dovrebbe attestarsi nel range di 115-118 miliardi di euro, contro i 120 indicati a giugno e i 125 miliardi indicati nei mesi scorsi. Anche l’ebit adjusted dovrebbe attestarsi tra 7,5 e 8 miliardi, livello inferiore a 8,7 miliardi precedentemente indicati. Confermato l’utile 2018, visto attorno a 5 miliardi di euro. La cassa a fine anno sarà pari a 3 miliardi, dato rivisto da 4 miliardi per via dell’andamento più debole dell’ebitda.

Immediata la reazione degli analisti, che hanno colto l’occasione per ritoccare le stime.

‘Sebbene le nostre stime fossero già inferiori alle vecchie guidance, riduciamo le previsioni sia per il 2018, sia per il 2019’, hanno commentato gli analisti di Equita, che hanno emesso una raccomandazione di ‘hold’ sulle azioni di Fca, pur indicando un prezzo obiettivo superiore ai corsi di Borsa e pari a 19 euro. Prezzo obiettivo, hanno spiegato gli esperti, che ingloba anche una possibile multa per il dieselgate.

Escluse almeno per il momento nuove acquisizioni, dopo che ieri il neo-ceo Manley non ha commentato la possibilità che Fca possa procedere ad aggregazioni.

‘Ciò conferma la nostra idea che nuove operazioni di fusione e acquisizione siano improbabili almeno nel breve termine‘.

La sim ha infine spiegato che con Fca è meglio sposare un atteggiamento prudente, nonostante i multipli del gruppo siano a sconto rispetto alla concorrenza.