Prodi: “Rottamato perché di ferro, se di legno mi avrebbero segato”

26 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

BOLOGNA (WSI) – “Siccome me le sono vissute tutte le fasi dell’Unione europea, adesso ho il tempo di pensare: questo è il gran lusso del rottamato (…) Ma se sono stato rottamato, vuol dire che sono un uomo di ferro, se ero di legno o mi bruciavano o mi segavano”.

Ironico il commento di Romano Prodi, ex premier, nel corso di un convegno a Bologna organizzato da Prometeia in occasione dei 40 anni di attività politica. Durante il convegno si è tenuto un dibattito dal tema “Europa tra asfissia e nuova partenza” e l’ex presidente del Consiglio ha evidenziato la mancanza di un politica europea da parte degli Stati membri, in tutte le fasi della nascita dell’eurozona.

In merito all’allarme terrorismo, acuito negli ultimi tempi dopo i tragici attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, Romano Prodi ha affermato che è attualmente la causa di “sbandamenti immediati” sul mercato economico.

“Se questi si trasferiscono in una crisi o in un calo dell’economia dipende da come vengono affrontati. Mi auguro che ci sia un po’ di saggezza (…) i sistemi sono tranquilli, si parla solo di una minor crescita. Non ci sono nei bilanci pubblici, nei rapporti tra Paesi dei problemi di pericolo immediato o vicino. Semplicemente c’era una bella corsa che si è rallentata”.

E se il processo pericoloso sui mercati globali, caratterizzato dal calo delle economie, era già in corso, il problema mondiale adesso è molto diverso dal passato, anche i segnali di speranza ci sono.

“Negli anni scorsi ci hanno trascinato in avanti, adesso con la crisi del Brasile, il rallentamento della Cina, la terribile crisi russa, abbiamo un problema mondiale diverso dal passato. Per fortuna Stati Uniti tirano ancora abbastanza bene, L’Europa è in pigra ripresa ma tutto sommato meglio avere un segno più anche se basso che non un segno meno. Ma globalmente è un commercio internazionale che cresce poco è al minimo rispetto agli ultimi anni. Insomma non una tragedia ma non c’è da stare allegri”.