Private banking, Fideuram ISPB punta sui giovani

2 Agosto 2022, di Valentina Magri

Il tema del ricambio generazionale e dell’inserimento dei giovani consulenti finanziari e private banker è sempre caldo. Secondo una stima dei recenti dati dell’Albo dei consulenti finanziari (OCF), oltre il 60% dei consulenti sono ultracinquantenni, il 27% hanno 40-50 anni e solo il 15% sono under 40, di cui due terzi sono uomini. Non solo: ci sono consulenti finanziari operativi anche tra gli ottantenni e l’età media dei professionisti è di 52 anni. Wall Street Italia ha intervistato sul tema Barbara Calza, responsabile recruiting e formazione di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking (Fideuram – ISPB).

Quanti giovani consulenti sono stati inseriti nell’ultimo anno da Fideuram, Sanpaolo Invest e IW Private Investiment?

Da inizio anno abbiamo inserito nelle nostre reti oltre 100 giovani sotto i 35 anni, che rappresentano oltre il 50% dei nostri reclutamenti. Questo trend positivo conferma gli ottimi risultati dello scorso anno e consolida il flusso costante di inserimento di giovani energie nelle nostre realtà distributive.

Quali percorsi professionali avete studiato per inserire i giovani talenti?

L’attività di assessment che svolgiamo in sede di selezione ci consente di inserire le ragazze e i ragazzi in percorsi progettati sulla base delle competenze acquisite e dall’esperienza maturata.

Se neolaureati, aderiscono al percorso di private banker assistant, che prevede inizialmente una formazione di base, successivi approfondimenti su tematiche di consulenza e wealth management e, nel durante, l’affiancamento a private banker d’esperienza. Se i giovani hanno già maturato qualche anno di esperienza nel settore, partecipano al percorso New Talent, dove sono supportati nello sviluppo del loro portafoglio clienti.

Ai figli o famigliari di nostri private banker è dedicato il percorso EFEC, che li vede affiancati al consulente finanziario genitore o parente in un progetto di crescita e di successivo passaggio generazionale.

Da inizio anno stiamo sperimentando il contratto di lavoro misto: ragazze e ragazzi neo laureati, inseriti nel progetto Twin Private, che lavorano alcuni giorni della settimana nelle filiali bancarie con contratto da dipendente e per i restanti giorni affiancano private banker d’esperienza, con contratto di consulente finanziario. Siamo fiduciosi che questa iniziativa, al momento in fase pilota, si trasformi presto in un ulteriore proficuo canale di inserimento di giovani talentuosi.

 Sono previsti per loro affiancamenti / mentoring con i consulenti senior del gruppo?

Per i giovani che vogliono avviarsi alla professione di consulente finanziario l’affiancamento a professionisti con esperienza rappresenta il miglior modo per apprendere l’attività sul campo e sperimentare gradualmente lo sviluppo e la gestione delle relazioni con i clienti.

In Fideuram e Sanpaolo Invest valorizziamo questo metodo di lavoro attraverso l’accordo di team tra giovani private banker e consulenti più senior: i benefici che ne derivano sono rappresentati non solo dalla crescita professionale dei giovani (di per sé già più che apprezzabile), ma anche dal supporto che questi offrono ai team partner senior su temi di innovazione tecnologica e digitale oppure nel dialogo con le nuove generazioni di clienti.

 In che modo Fideuram – ISPB va “a caccia” dei giovani talenti?

Il canale primario di reclutamento rimane il network sul territorio dei nostri manager, a cui si affiancano i social e le collaborazioni con le università.

Qual è l’età media dei consulenti del vostro gruppo? 

L’età media delle reti Fideuram e Sanpaolo Invest è di circa 53 anni, abbastanza in linea con quella del settore. L’inserimento di giovani energie, al di là di abbassare progressivamente l’età media dei nostri consulenti, porta nella nostra realtà ulteriore entusiasmo, dinamicità e uno sguardo fresco sul mondo della consulenza.

Qual è la percentuale di giovani presenti nel gruppo?

I consulenti con età inferiore ai 35 anni rappresentano il 10% della nostra rete, percentuale in graduale e costante aumento.

Quali obiettivi vi siete posti per il futuro in termini di ricambio generazionale dei consulenti finanziari?

L’obiettivo di Fideuram e Sanpaolo Invest è di garantire continuità di servizio ai clienti e quindi di bilanciare l’uscita di consulenti finanziari che concludono il loro percorso lavorativo con l’ingresso di giovani banker. In termini numerici, significa inserire almeno 150 giovani ogni anno.

 Avete politiche specifiche su smart working e lavoro ibrido?

Poiché i nostri private banker sono consulenti finanziari con contratto di agenzia, quindi liberi professionisti, non abbiamo politiche di smart working nell’ambito delle reti distributive. Per la peculiarità della professione, da sempre il nostro settore contempla il lavoro da remoto e ibrido come modalità di interazione con la clientela: per semplificare il lavoro dei nostri private banker investiamo con continuità in strumenti, processi e devices che consentano loro di relazionarsi con facilità con i clienti, anche a distanza. Questa flessibilità consente al cliente di beneficiare di un livello di servizio senza vincoli logistici o di tempo, e al professionista di gestire al meglio il suo bilanciamento tra lavoro e vita privata.