Primo trimestre 2012: mercato obbligazionario sotto pressione

20 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri è stata caratterizzata dall’attesa per la riunione dei ministri finanziari dell’area Euro che si sono sentiti telefonicamente per discutere del nuovo patto di bilancio, ma soprattutto del rafforzamento del Fmi.

Nel comunicato successivo viene riportato che i paesi dell’area Euro si sono accordati per concedere prestiti bilaterali al Fmi per 150 Mld€ (non parteciperanno Grecia, Irlanda e Portogallo), con la Germania che contribuirà per 41,5 Mld€, la Francia con 31,4 Mld€ e l’Italia con 23,48 Mld€.

Durante il summit dell’8-9 dicembre era stato deciso che i paesi Ue avrebbero contribuito fino a 200 Mld€. Viene solo aggiunto che Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia e Svezia hanno manifestato l’interesse a partecipare, mentre la Gran Bretagna definirà il suo contributo nel 2012 all’interno di un eventuale piano più ampio in ambito G-20.

I fondi saranno versati nel conto generale del Fmi e saranno disponibili per tutti i suoi membri. Per alcuni paesi membri della zona Euro sarà necessaria la ratifica parlamentare.

Il presidente della Bce Draghi in un discorso alla Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, oltre a dettagliare le ragioni delle recenti decisioni della Bce, ha manifestato la sua approvazione per le decisioni prese dal consiglio europeo per: 1) il mantenimento in essere del fondo Efsf e per l’anticipazione dell’entrata in vigore del fondo ESM; 2) la chiarificazione del coinvolgimento del settore privato; 3) l’inclusione di una procedure di emergenza (in attesa di ratifica dal parlamento finlandese) nel processo decisionale dell’ESM.

Inoltre ha dichiarato che nel primo trimestre 2012 il mercato obbligazionario sarà sotto pressione in concomitanza con la scadenza di bond governativi (250-300 Mld€) e bancari (230 Mld€) oltre che, nel corso dell’anno, 200 Mld€ di titoli aventi come sottostante prestiti alle aziende (CLO).

In merito alle misure non convenzionali ha ribadito che serviranno ad assicurare liquidità al sistema bancario ed a facilitare il funzionamento del mercato monetario. I fondi concessi dalla Bce attraverso le operazioni di rifinanziamento, secondo Draghi, potranno essere usati per acquistare titoli di stato, titoli emessi dallo stesso istituto e per finanziare le piccole e medie imprese.

Sul tema agenzie di rating, ha sottolineato come la Bce non si basi meccanicisticamente sul giudizio di queste ultime. Infine Draghi ha ribadito che il piano SMP di acquisto di bond non deve essere considerato né eterno né infinito.

Sul fronte macro, a sorpresa in recupero per il secondo mese consecutivo l’indice Ifo di dicembre.

Oggi la Spagna emetterà titoli a breve per 3,5-4,5 Mld € e la Grecia per 1 Mld€.

Negli Stati Uniti la seduta di ieri si è conclusa con tassi in lieve calo sulla parte a lunga e sostanzialmente stabili sul tratto a breve, mentre i listini azionari hanno ripreso a scendere dopo il lieve rialzo di venerdì. Il comparto peggiore è stato quello bancario penalizzato da alcune indiscrezioni fatte circolare dal WSJ secondo cui la Fed sarebbe pronta ad adottare le nuove regole di Basilea III per le maggiori banche Usa costringendole ad incrementare il proprio capitale.

Sul fronte politico prosegue la diatriba tra democratici e repubblicani per l’approvazione della proroga degli sgravi contributivi a favore dei lavoratori. La Camera, stando alle parole del portavoce repubblicano, Boehner, non dovrebbe far passare, nella votazione fissata per oggi, la proroga di soli due mesi proposta dal Senato. Critiche a tale atteggiamento sono giunte sia dagli oppositori democratici sia da alcuni senatori repubblicani che preferirebbero la proroga temporanea in modo tale da poter aver più tempo a disposizione per giungere ad un accordo per l’estensione all’intero 2012.

Sul fonte macro, a dicembre in rialzo per il terzo mese consecutivo l’indice che misura la fiducia dei costruttori, una sequenza positiva che non si verificava dalla metà del 2009. L’indice ha così segnato il nuovo massimo del 2011.

Valute: ieri seduta poco volatile per il cross euro/dollaro, che sta consolidando area 1,30. Le parole di Draghi e la decisione dell’Eurogruppo sullo sblocco di 150 Mld€ per il FMI non hanno scaldato più di tanto gli animi degli operatori; resta ancora da chiarire in che modo verranno trasferite le risorse e come saranno impiegate. Resta valido il supporto a 1,2950 e la resistenza a 1,3130/1,3150.

Yen stabile vs euro e dollaro, in linea con i valori della giornata precedente. Poco mosso anche lo yuan cinese vs dollaro.

Materie Prime: giornata negativa per i metalli industriali penalizzati dal proseguimento della frenata dei prezzi delle abitazioni cinesi a novembre. L’alluminio (-2,1%) ha guidato il ribasso. Tra i preziosi stabile l’oro (-0,1%), mentre l’argento (-2,7%) ha registrato la peggiore performance all’interno dell’indice GSCI.

Leggermente positivo il Brent (+0,3%) nel comparto energia. Infine in rialzo i principali prodotti agricoli quali mais (+3,1%), grano (+2,7%) e caffè (+2,1%). Questa mattina l’oro si attesta in prossimità di 1600$/oncia, il Brent in prossimità dei 105$/b.

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